Opinioni

La metro A a Roma chiusa per un pacco sospetto a Lepanto

Un pacco sospetto è stato segnalato alla stazione Lepanto della metropolitana di Roma. Sul posto stanno intervenendo gli artificieri per verificare il contenuto del sacchetto di plastica. Il tratto della linea A tra Termini e Ottaviano è stata chiusa per sicurezza. Lepanto è la stazione più vicina al Vaticano, la battaglia di Lepanto fu un episodio storico che vide contrapposti cristiani e musulmani. L’allarme è rientrato alle 12,36 e il servizio è ripreso regolarmente.
metro lepanto
A ritrovare la busta sospetta sono stati due militari dell’Esercito, che dall’altro giorno presidiano anche la metropolitana di Roma. Il pacco è stato segnalato alle forze di polizia, che hanno fatto scattare la procedura di emergenza. Ieri un duplice falso allarme bomba ha scosso turisti e romani, memori degli attentati dei giorni scorsi a Parigi. Intorno alle 12 alcuni agenti di polizia in servizio hanno segnalato la presenza di un trolley abbandonato in via della Traspontina, accanto all’ingresso dell’università Lumsa, un ateneo privato di ispirazione cattolica. Sul posto sono intervenuti gli artificieri che dapprima hanno messo in sicurezza l’area – bloccando gli accessi alla strada – e poi hanno controllato il contenuto della valigia, risultata vuota. Poco più tardi in via dell’Erba, una delle traverse di via della Conciliazione – la strada che porta a piazza San Pietro – è stata rinvenuta invece una piccola scatola metallica accanto ad una serranda. Anche in questo caso i controlli degli artificieri hanno dato esito negativo. C’era un pezzo di un narghilè – strumento orientale per fumare – nel sacchetto dell’immondizia abbandonato che stamani ha fatto scattare un allarme bomba alla stazione Lepanto della linea A della metropolitana di Roma.
metro lepanto chiusa
Spiegava stamattina Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:

Il report degli 007 americani arriva ieri mattina. Parla di una «fonte», si concentra sulla possibilità che 5 fondamentalisti dell’Isis stiano progettando un attentato contro un basilica. Si parla di San Pietro, ma non solo. Da venerdì scorso, subito dopo il massacro di Parigi, a Roma è stato potenziato il dispositivo di sicurezza con l’impiego in strada di mezzi e uomini di polizia, carabinieri e guardia di Finanza, soprattutto si è deciso di anticipare l’impegno dei soldati già previsti per i controlli durante l’Anno Santo. E così sono diventati 2.000 i militari per 140 possibili obiettivi.
La scelta di fornire indicazioni precise su 4 città, lascia intendere che alcune notizie ottenute dall’intelligence potrebbero essere state ritenute più attendibili di altre. E dunque al Viminale si è deciso che dovessero avere un seguito. In particolare è stato infatti notato che le indicazioni di pericolo riguardano soltanto Roma, Milano, Torino e Napoli e ciò ha contribuito a decidere di rendere subito operativa la risposta all’eventuale minaccia. Si tratta, precisano fonti del governo, di segnalazioni oggetto di attenta valutazione «senza enfatizzazioni ma anche senza sottovalutazioni, come sempre accade sulle informazioni da Paesi amici e alleati».

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