Cultura e scienze

La Madonna di Medjugorje è un imbroglio

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Il vescovo di Mostar, monsignor Ratko Peric, ha pubblicato sul sito della diocesi un documento nel quale è scritto nero su bianco che le apparizioni della Madonna di Medjugorje non sono autentiche. I milioni di pellegrini che si sono recati nella cittadina bosniaca per assistere alle apparizioni “programmate” della Madonna sono vittime di un imbroglio perché la Madonna non è mai apparsa a Medjugorje. Che la storia di Maria che appare ogni giorno più volte al giorno a comando da quasi 37 anni ad orari ben stabiliti dai sei “veggenti” non fosse “una cosa seria” lo ha detto anche Papa Francesco e già Papa Benedetto XVI aveva istituito una commissione per indagare sul fenomeno.

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Uno dei tanti volantini che pubblicizzano le apparizioni programmate della Madonna a Medjugorje (fonte: http://www.rudybandiera.com/madonna-medjugorje-veggenti-1213.html)

La Madonna non è mai apparsa a Medjugorje

Le indagini della Commissione sulle apparizioni mariane voluta da Benedetto XVI sono durate cinque anni e si sono concluse nel 2015. La Commissione, presieduta dal cardinale Camillo Ruini suggeriva un pronunciamento favorevole al riconoscere la natura soprannaturale delle primissime apparizioni mariane – quelle della prima settimana – sospendendo invece il giudizio su tutto ciò che è venuto nei decenni successivi. La Chiesa però non si è ancora pronunciata ufficialmente sul fenomeno delle apparizioni. Il vescovo di Mostar – da sempre critico nei confronti del fenomeno mediatico e del business attorno alle apparizioni programmate di Medjugorje – va oltre e spiega che anche i racconti delle apparizioni dei primi giorni (sono iniziate il 24 giugno 1981) non sono autentiche:

Sebbene talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa Curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni. Dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni. Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa – come infatti non è – allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: “sedicenti” veggenti, “presunti” messaggi, “preteso” segno visibile e “cosiddetti” segreti.

La Madonna non è mai apparsa a Medjugorjie perché l’analisi delle apparizioni mostra come il “comportamento” della Madonna nei primi giorni fosse alquanto irrituale (rispetto ad altre apparizioni mariane la cui “veridicità” è stata acclarata dalla Chiesa). Monsignor Peric punta il dito soprattutto sul fatto che i veggenti siano in grado di farsi obbedire dalla Madonna costringendola ad apparire dove vogliono e quando vogliono. Insomma quello che avviene a Medjugorje non è altro che una grande manipolazione operata dai “veggenti” e dai frati che gestiscono il milionario business mariano in modo da attrarre sempre un costante flusso di fedeli. Peric definisce “non evangelica” e “ambigua” la figura della Madonna che secondo i veggenti appare a Medjugorje

La figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai “veggenti” e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo.

E “scandalosi” vengono definiti i toccamenti ai quali la Madonna viene sottoposta: toccata, abbracciata da veggenti che ne possono anche calpestare il velo quasi fosse una persona comune e normale. Un altro indizio per Peric che non si tratta di autentiche apparizioni mariane. Ai devoti della Gospa non è sfuggito che il documento di monsignor Peric sia stato pubblicato a pochi giorni dall’arrivo di Henryk Hoser, arcivescovo-vescovo di Warszawa-Praga (Polonia) che è stato inviato dal Pontefice con il compito di «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro». Questo significa che Hoser non si occuperà di valutare se le apparizioni siano vere o false ma solo di valutare lo stato della cura dei fedeli da parte dei frati francescani titolari della parrocchia (che qualcuno vorrebbe far dipendere direttamente dal Vaticano) e verificare se la pastorale di Medjugorje è in linea con la dottrina della Chiesa Cattolica, cosa che non sembra essere così stando alle dichiarazioni di monsignor Peric.

Paolo Brosio diventa inviato di guerra

Paolo Brosio che da diverso tempo si è fatto portavoce dei portavoce della Madonna e ha scritto numerosi libri sulla Madonna e sulle sue apparizione si è detto scandalizzato dalle parole del vescovo di Mostar e ha detto che nel documento della curia di Mostar la Madonna viene trasformata in ballerina o in una cubista. Il che è quello che accade esattamente non nel documento ma a Medjugorje dove le folle di fedeli e di pellegrini vengono attirate in un grande luna park della fede e dove la Madonna “appare” ogni giorno ad orari ben precisi per ogni veggente, come se dovesse fare un ospitata in discoteca. Per Brosio la dichiarazione di Peric è una dichiarazione di guerra: «È un attacco a orologeria per colpire l’arrivo dell’inviato del Papa; qui a Medjugorje sono tutti sgomenti, dai frati ai veggenti, che purtroppo sono ormai abituati da anni agli sputi del vescovo di Mostar».
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Il business della fede di Medjugorje

Il giro d’affari generato dai milioni di pellegrini che ogni anno arrivano nella piccola (quattromila abitanti) città bosniaca dove è stato eretto il santuario è enorme. Se i pellegrini tornano a casa “arricchiti nella fede” come ha detto ieri Paolo Brosio a Porta a Porta i negozianti – molti sono italiani – che vendono i gadget della fede e tutti coloro che forniscono servizi ai fedeli non si accontentano certo di un arricchimento spirituale. Secondo una ricerca riportata dal Piccolo di Trieste e condotta da Vencel Culjak della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Hercegovina il turismo della fede nella piccola città bosniaca dal 1981 (anno della prima apparizione) al 2013 ha generato un giro d’affari pari a 2,85 miliardi di euro (90 milioni di euro l’anno spesi dai turisti in gadget e alberghi) con guadagni anche per la i frati che gestiscono la parrocchia che avrebbe incassato 290 milioni di euro in donazioni. Senza contare le spese di viaggio (8,5 miliardi di euro) che fanno lievitare il denaro passato per Medjugorje a 11 miliardi di euro. Passati appunto, perché a quanto pare la maggior parte degli esercizi commerciali non avrebbe licenza e preferisce fare tutto in nero (fino al 70% degli incassi non verrebbe dichiarato). Ad esempio la tassa di soggiorno locale in base ai flussi di pellegrini dovrebbe generare introiti per 600.000 euro l’anno ma nelle casse del paesino ne arrivano appena quarantamila. A Medjugorje e su Medjugorje ci guadagnano tutti quindi tranne la Bosnia-Erzegovina.