Opinioni

La lettera dell'UNAR al consigliere leghista per la "zingaropoli"

Il consigliere comunale di Insieme Bologna, Manes Bernardini ha ricevuto una lettera dall’Ufficio nazionale anti discriminazioni per aver usato, sulla stampa, la parola ‘zingaropoli’, che “favorisce clima intimidatorio e ostile” ed è “offensiva e umiliante” per rom e sinti. “Mi diffidano, ma io non mi faccio intimidire”, replica subito l’interessato. Racconta lo stesso consigliere: “vengo diffidato per aver usato la parola ‘zingaropoli’ in un articolo pubblicato in primavera sul Resto del Carlino di Bologna” e intitolato, appunto “Uno, dieci, cento insediamenti: Questa città è una zingaropoli”. Nella lettera ricevuta oggi dal consigliere si legge che l’ufficio ha aperto un’istruttoria, “a seguito di varie segnalazioni”. E le affermazioni che Bernardini usa in quell’articolo “pur nel rispetto del principio di libera manifestazione del pensiero garantito dalla Costituzione italiana”, sono ritenute dall’Unar offensive, poiché “e’ improprio colpevolizzare indistintamente un’intera comunita’ perche’ cio’ finisce per alimentare stereotipi e diffidenza nei confronti di tutta la popolazione rom”. L’Unar, poi, ricorda a Bernardini che gia’ nel maggio 2012, in una ordinanza di causa civile del Tribunale di Milano si afferma che nel termine ‘zingaropoli’, “emerge con chiarezza la valenza gravemente offensiva e umiliante di tale espressione che fa l’effetto non solo di violare la dignita’ dei gruppi etnici rom e sinti, ma di favorire un clima intimidatorio o ostile nel loro confronti”. La missiva appare molto simile a quella inviata a Giorgia Meloni sulla quale l’onorevole sta cercando da qualche giorno di creare un caso, con scarso successo. La lettera sulla pagina Facebook Insieme Bologna è questa:
manes bernardini zingaropoli diffidato
Questa invece è la lettera dell’UNAR alla Meloni:
lettera unar meloni

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