La macchina del funky

La legge Cirinnà e Matteo Renzi che non ci mette la faccia

Il direttore di Repubblica Mario Calabresi oggi in prima pagina scrive sulla Legge Cirinnà, e tra i responsabili dell’attuale situazione “grottesca” mette anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi:

Chi sono i responsabili di questa situazione grottesca e grave? Non è difficile rispondere: il Pd, Renzi e il Movimento 5 stelle. Questi ultimi hanno dimostrato ancora una volta di non essere interessati a fare politica, nel senso nobile del termine: mettersi in gioco, fare la differenza nella vita delle persone, caricarsi scelte complesse e difficili con senso di responsabilità. La cosa che hanno imparato meglio in questi pochi anni di presenza in Parlamento è il vizio di fare giochini tattici, sono diventati professionisti di quei voltafaccia che si pensava appartenessero a stagioni passate.
Il Pd aveva un problema interno ma non è stato capace di affrontarlo per tempo e con chiarezza e alla fine, molto ingenuamente, si è fidato dei grillini nella speranza che fossero loro a sciogliere i nodi e ad evitare il confronto tra le anime del partito. Il presidente del Consiglio ha creduto che si potesse approvare una legge di questo tipo senza metterci fino in fondo la faccia e senza un vero confronto con gli alleati di governo, nella convinzione che bastasse avere il merito di appoggiare il testo Cirinnà qualunque fosse la sorte finale. Non si può pensare che vittoria, sconfitta e pareggio siano cose ugualmente tollerabili, ci vuole il coraggio di definirsi, di scendere in battaglia, anche a costo di polemiche e rotture.

Come si diceva anche qui ieri, è innegabile che anche il PD abbia responsabilità nell’accaduto. Perché ci sono 30 senatori (i cattodem) pronti a votare contro il canguro di Marcucci, nonostante Zanda un paio di giorni fa abbia dovuto ricordare che la libertà di coscienza vale su due articoli della legge e basta. E con questi numeri è a rischio la Stepchild Adoption anche se da domani si votassero soltanto gli articoli senza discussione. Ma, nonostante questo, proprio quel PD che si mangiava i vari Speranza che alimentavano il dissenso interno, i cattodem neanche li sfiora. Anche se molti nel partito non sono d’accordo:

Non abbiamo condiviso il rinvio di questa mattina. In forza della nostra coerenza e a fronte del rischio che il provvedimento si impantani nella palude di continue dilazioni, chiediamo l’immediata convocazione dell’Assemblea del Gruppo”. Lo dichiarano i senatori del Pd di Rifare l’Italia Albano, Angioni, Borioli, Capacchione, Cardinali, Esposito, Fabbri, Ferrara, Fissore, Maturani, Rossi, Silvestro, Tomaselli, Vaccari, Verducci, Zanoni.

Se Giovani Turchi e sinistra Dem sono compatti nel chiedere di non toccare la legge, dall’altra parte la tentazione dei renziani sembra diversa, come raccontato in tutti i retroscena di queste ore: «Altro che adozioni, ora rischia l’intera legge. E rischia anche la sconfitta il Pd nella votazione del canguro. Quindi, in attesa di rientrare a Roma stamattina, Renzi immagina anche la strada di un patto dentro la maggioranza di governo, un accordo con Angelino Alfano che scansi la stepchild adoption per portare a casa le unioni civili» (Goffredo De Marchis, La Repubblica). E questo sarebbe un vero peccato. Perché è stato Renzi a promettere che Ernesto, figlio di Letizia e Teresa, dovesse avere gli stessi diritti dei suoi figli.

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Lo status di Matteo Renzi sulla stepchild adoption durante il dibattito sulle primarie

Il rinvio può servire a ricostruire i ponti fatti saltare ieri con chi vuole la legge o a rimangiarsi tutto in silenzio. Starà a Renzi decidere se vuole passare o no per bugiardo.