Economia

«La Grecia dovrà introdurre una nuova moneta se vince il no al referendum»

La Grecia dovrà introdurre un’altra valuta se vincerà il ‘no’ al referendum di oggi, anticipa il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, in una intervista alla radio tedesca in cui delinea con chiarezza il percorso obbligato che attende il paese in questo caso: fine della disponibilità di euro, introduzione di un’altra moneta, uscita dalla zona euro. “Dopo il referendum la Grecia continua a essere nell’euro, ma se dicono ‘no’ saranno costretti a introdurre un’altra valuta perché l’euro non sarà disponibile come metodo di pagamento”, ha spiegato nell’intervista diffusa oggi, ma che era stata registrata giovedì. “Nel momento in cui si introduce una nuova moneta, si esce dalla zona euro. Sono questi gli elementi che mi fanno auspicare che la gente non voterà per il no”, ha aggiunto.
 
LA GRECIA DOVRÀ INTRODURRE UNA NUOVA MONETA
Nelle dichiarazioni riportate anche dal Guardian Schultz ha anche detto che l’Europa «non abbandonerà la Grecia al suo destino». Ma il presidente del parlamento europeo non può non rendersi conto della gravità delle sue affermazioni. Ad oggi riguardo la liquidità di Atene si sa soltanto che la Banca Centrale Europea si riunirà lunedì per decidere il da farsi sull’ELA, il meccanismo che garantisce liquidità (minima, in questo momento) agli istituti di credito di Atene. Intanto l’EFSF ha deciso di scegliere una posizione attendista dopo il ritardo nel pagamento della rata del Fondo Monetario Internazionale. Il Fondo per la stabilità finanziaria potrebbe anche, dopo il referendum, decidere di chiedere indietro i soldi europei alla Grecia e la BCE potrebbe anche chiudere il rubinetto della liquidità, ma fino a ieri queste due opzioni sembravano le meno probabili perché questo scatenerebbe un effetto a catena che si ripercuoterebbe sulla stabilità dell’eurozona. Adesso invece è proprio il presidente del Parlamento europeo a parlare di nuova valuta, preconizzando così uno scenario in cui il governo greco dovrebbe scegliere di emettere i famosi “pagherò” che poi comincerebbero a circolare con un cambio formale uno a uno sull’euro, salvo poi svalutarsi con il corso. Insomma, la dichiarazione di Schultz è incendiaria e chissà quanto si è reso conto della portata delle sue affermazioni. Non molto, ad occhio, visto che dopo ha detto: “Non abbandoneremo il popolo greco forse dovremo fornire prestiti di emergenza ad Atene per fare in modo che i servizi pubblici continuino a funzionare e che le persone bisognose ricevano i soldi per sopravvivere. I fondi sarebbero resi disponibili in tempi brevi da Bruxelles”. Una specie di marcia indietro rispetto a quanto detto in precedenza.
 
LA GREXIT E IL BUCO DEL BILANCIO DI BERLINO
Un’uscita della Grecia dall’eurozona potrebbe causare nei prossimi anni buchi per miliardi nel bilancio del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo quanto appreso dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt (edizione di domani), questo avrebbe invece detto il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, mettendo in guardia nel corso di una riunione di gabinetto, mercoledì scorso, sulle conseguenze di una Grexit sugli utili della banca centrale tedesca e quindi anche sul bilancio federale. Il governo di Berlino dovrà quindi prepararsi al fatto che la Banca centrale nei prossimi anni non potrà versare a Schaeuble degli utili, come avviene di solito, ha detto Weidmann secondo fonti vicine al gainetto. La causa addotta da Weidmann sarebbero gli alti costi di un’eventuale uscita della Grecia dall’euro. Finora il ministero della Finanze contava annualmente su circa 2,5 miliardi di utili dalla banca centrale. Non sarebbe così nel caso di una Grexit.