La macchina del funky

La fine della storia di Alessandro Di Battista e dei vaccini del figlio

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Ieri abbiamo parlato della denunZia di Alessandro Di Battista, arrabbiato perché alla ASL Roma 1 non ha potuto vaccinare il figlio, e della risposta della ASL che ha smentito buona parte delle accuse contenute nel video del deputato a 5 Stelle. Oggi Mauro Favale su Repubblica Roma ci racconta il finale della storia

Roberto Ieraci, a capo dell’equipe che si occupa di vaccinazioni nella Asl Rm1, racconta di una «pressione notevole in questo periodo» che però non impedisce ai genitori che portano i neonati per le prime vaccinazioni (come nel caso del deputato M5S) di accedere al servizio: «I primi step del percorso vaccinale — spiega — sono ad accesso libero proprio per favorire le vaccinazioni. Ai genitori dei primi nati non conviene prenotare il primo ciclo di vaccinazioni ma presentarsi direttamente al centro per eseguire i vaccini. Certo — aggiunge — occorre avere pazienza».
Quella che non avrebbe avuto Di Battista che, di fronte alla sala piena nella struttura di via Plinio, ieri mattina ha denunciato la situazione in un video su Facebook prima di essere richiamato per effettuare le vaccinazioni (come conferma la Rm1 nel suo comunicato ufficiale e come si evince da alcuni commenti sulla pagina Facebook della Asl) nel centro di Labaro meno sovraffollato.

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La risposta della ASL Roma 1 a Di Battista

Insomma, come si racconta nell’articolo di Repubblica, Di Battista è stato successivamente chiamato per effettuare la vaccinazione. Purtroppo questo non è stato detto in un nuovo video.

Rispetto alle accuse del deputato M5S, la Rm1 (che dipende dalla Regione Lazio) sottolinea come «il presidio di via Plinio ogni giorno mediamente vaccina 110 bambini e non 20 come erroneamente dichiarato». E ricorda i “canali” per prenotare una prestazione, tra call center, pagina Facebook e recup. Diverso il caso della Asl Rm2 dove la prenotazione è sempre obbligatoria anche per i primi nati: in questo caso, quando ci si reca la prima volta alla Asl per la scelta del pediatra viene fissata la data delle prime vaccinazioni.
Un sistema che però non elimina del tutto i tempi di attesa e le file che si possono creare in particolari periodi dell’anno. D’altronde lo conferma anche Ieraci della Rm1: «Il personale serve sempre ma questo è un problema dei servizi vaccinali italiani».

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