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“La burocrazia in Italia ti taglia le ali”: l’arrampicata sugli specchi di Elisabetta Franchi a Porta a Porta

Dopo le polemiche, l’imprenditrice prova a spostare l’attenzione sull’assenza di un welfare dedicato alle donne lavoratrici e mamme

elisabetta franchi-impiegata

È colpa della burocrazia. Elisabetta Franchi tenta di fuggire dalle polemiche per quelle sue parole pronunciate qualche settimana fa nel corso di un evento pubblico – a mo’ di intervista con il Foglio – spostando l’attenzione sulle politiche nazionali che non vanno in aiuto delle giovani mamme lavoratrici e di tutte quelle donne in età lavorativa che si trovano a dover scegliere tra l’occupazione (e il mantenimento di un lavoro) e la maternità.

Elisabetta Franchi, dopo le polemiche, dà la colpa alla burocrazia italiana

Ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta” (Rai 1), l’imprenditrice della nota azienda tessile di moda al femminile, è tornata a parlare della “condizione” delle donne in età lavorative. Uno dei temi affrontati è quello del supporto dello Stato alle aziende che vorrebbero dare un contributo alle neo-mamme, come la realizzazione di un asilo aziendale. Questa la sua risposta:

“Ci ho provato però dobbiamo anche ammettere che la burocrazia in Italia ti taglia le ali. Ci vuole welfare, ci vogliono le istituzioni, ci vuole lo Stato, ci vuole il sociale e ci vuole l’impresa perché da sola non ce la puoi fare. Io cinque anni fa ho provato ad aprire un asilo aziendale e non ci sono riuscita e, a quanto pare, non solo io perché gli asili nelle aziende oggi in Italia non credo che se ne contino tantissimi”.

Prima di questa dichiarazione, Elisabetta Franchi aveva utilizzato come esempio la sua storia personale. Quella di una donna che ricopre un ruolo apicale in un’azienda (che porta il suo nome e di cui è proprietaria) che è riuscita a fare carriera lo stesso. Nonostante quelle difficoltà che definisce “problemi”.

“Io ho una famiglia numerosa, lavoro tantissimo e i figli comunque sono riuscita a concepirli e a crescerli. Una donna che si trova in una posizione apicale, in una posizione dirigenziale e decide di fare una famiglia – giustamente, perché io sono per la famiglia, non contro la famiglia – però si ritrova poi un problema”.