Opinioni

La bufala del dossier su Virginia Raggi

Proprio mentre cominciano le votazioni per il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle a Roma, Affaritaliani.it getta la bomba: «Bufera su Virginia Raggi, lavora per i legali di Forza Italia. M5S, voto on line col dossier velenoso». L’accusa del quotidiano on line è questa:

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L’articolo che parla di un dossier su Virginia Raggi, candidata alle comunarie M5S

Puntuale come un orologio svizzero si avvera la predizione di Alessandro Di Battista. Pochi minuti dopo l’apertura elle votazioni on line per i candidati a Cinque Stelle di Roma e Trieste, arriva il primo dossier.
“Vittima” è la consigliera e candidata Virginia Raggi, volto sempre sorridente della campagna a Cinque Stelle, giovane, con un passato limpido ma un profilo professionale che rimanda direttamente a Forza Italia. Secondo le carte che affaritaliani.it ha ricevuto, la Raggi è una degli avvocati giovani e brillanti dello studio legale Sammarco e Associati, fondato da Pieremilio Sammarco e specializzato in settori che vanno dalle acquisizioni e fusioni industriali e societarie, sino allo sviluppo dei progetti imprenditoriali e all’Itc e Media, settore che vede proprio la Raggi in campo.

Ora, le carte che affaritaliani ha ricevuto non vengono mostrate, ma ad occhio non sembrerebbero tanto approfondite. Perché che la Raggi lavorasse allo studio Sammarco lo ha detto lei stessa nel curriculum pubblicato sul sito del Comune di Roma nell’anno 2013 (siamo nel 2016, lo ricordiamo ai più distratti).
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D’altro canto nell’articolo di Affaritaliani, nonostante si parli di dossier, non ci sono ulteriori informazioni sul lavoro svolto dalla Raggi nello studio legale Sammarco: che sia (stata) una degli «avvocati giovani e brillanti dello studio legale Sammarco» prima di diventare consigliera a Roma è un dato di fatto risaputo, così come dovrebbe essere risaputo che l’avvocato è un professionista come un medico, e quando lavora le sue convinzioni politiche non sono in gioco. Così come è capitato che Berlusconi sia stato difeso da avvocati che avevano rappresentato in giudizio terroristi rossi senza che nessuno abbia mai gridato allo scandalo. Si ricorda nell’articolo che lo studio Sammarco ha assistito Previti e Mediaset nella denuncia alla Rai per Raiot. D’altro canto la denuncia è arrivata nel 2003 e la Raggi lavora nello studio dal 2007. Insomma, il famoso dossier di cui parla Affaritaliani sembra inconsistente al minimo dell’inesistenza, visto che le informazioni che veicolerebbe sono pubbliche e conosciute dal 2013 e non tanto significative visto che parlano di una professionista. Non c’è nessun dossier dietro le fantomatiche rivelazioni: al massimo c’è qualche ricerchina su Google. Dopo la bufala della citazione nella relazione su Mafia Capitale, è la seconda volta che la Raggi deve fronteggiare accuse inconsistenti, ridicole o in malafede. Ma si sa, c’è la campagna elettorale. Tanti auguri a tutti quelli che giocano pulito.
Edit: Virginia Raggi è la candidata sindaca del M5S su Roma. La macchina del fango ha un buco nella gomma. Nel frattempo Affaritaliani ha cancellato l’articolo.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano