Opinioni

La bufala (?) dei migranti e del venticinque per mille ai comuni

neXt quotidiano|

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«Alcuni giornali riportano, oggi, una notizia destituita di qualsiasi fondamento: una sorta di ‘venticinque per mille’ dei profughi da imporre ai Comuni. Se la provenienza di questa falsa notizia è ignota, una cosa è certa: si tratta di un’informazione che non ha alcuna rispondenza con la realta’ e, per questo motivo, si smentisce in toto». Così una nota dell’ufficio stampa del Viminale. Chi ha parlato di questo venticinque per mille?
venticinque per mille
Ovviamente Il Giornale. Che però citava il delegato Anci per l’immigrazione Matteo Biffoni, a sua volta ripreso dall’ANSA:

Gli incentivi, alla fine, sono saltati, e il consiglio dei ministri di ieri si è chiuso senza nemmeno sfiorare l’argomento. Il nuovo tetto che impone alle amministrazioni comunali una quota di migranti pari al 2,5 per cento degli abitanti serve come il pane al governo per allentare le tensioni dove, come a Ventimiglia, la percentuale di stranieri e richiedenti asilo in rapporto agli abitanti è molto più alta di così. L’obiettivo è «piazzare» un numero complessivo di arrivi stimato in 180mila persone, e serve dunque una «platea» di residenti complessiva di oltre sette milioni di abitanti. Finora solo 2.229 comuni su oltre 8mila, soprattutto al Sud, hanno accolto i flussi in costante arrivo ed è evidente che il richiamo pecuniario serva proprio a convincere qualche sindaco in più a incassare soldi e migranti senza protestare.
Il delegato Anci per l’immigrazione, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, mentre nel Cdm saltavano gli incentivi, spiegava di «salutare con favore l’imminente entrata in vigore di un sistema, che opererà con deleghe ad hoc affidate dal Viminale» che introduce la quota di 25 profughi ogni mille abitanti, prevedendo appunto «più risorse ai comuni e – prosegue Biffoni – lo sblocco del turnover del personale attivo nei municipi». Il responsabile immigrazione dell’Anci dà del piano una lettura «in positivo», ricordando come questo «sistema» possa stoppare, per esempio, «la possibilità che un prefetto annunci all’improvviso a un sindaco l’arrivo di nuovi migranti o di minori non accompagnati sul suo territorio».

Insomma, se è una bufala la sua diffusione nell’occasione non è dovuta al Giornale.