La macchina del funky

Il sondaggio che frena Renzi sulle Unioni Civili

unioni civili

Maria Teresa Meli, informatissima sulle vicende della maggioranza e di Palazzo Chigi, sul Corriere di oggi ci fa sapere che Matteo Renzi starebbe ripensando al progetto di legge sulle unioni civili a causa della stepchild adoption:

No, a spingere il premier a prendere in mano lui la situazione e a dare la linea della libertà di coscienza sul voto e dello scrutinio segreto su questo punto, è stato un nuovo elemento. Già, Matteo Renzi conosceva la contrarietà del Nuovo centrodestra quando ha pensato di portare avanti una legge sulle unioni civili improntata sul modello tedesco (che prevede l’adozione) e il premier sapeva anche che nel Pd c’era un gruppo di tenaci malpancisti. Quello di cui non era ancora a conoscenza è la vastità della contrarietà degli italiani all’istituto della stepchild adoption. È stato quindi un sondaggio, che rivelava come due terzi dei cittadini non siano d’accordo sul fatto che una coppia gay possa crescere un figlio, a fargli abbandonare la strada delle adozioni. È un dato che ha fatto subito drizzare le antenne, molto sensibili a quello che si muove nella pancia del Paese, a spingere Renzi a dare quelle indicazioni al gruppo del Pd del Senato.

Matrimoni egualitari e unioni civili, 2014 (l'Espresso)
Matrimoni egualitari e unioni civili, 2014 (l’Espresso)

Con il voto segreto la stepchild adoption rischia di grosso di essere impallinata. Tanto più che nel partito un gruppo di senatori, tra cui la renziana di ferro Rosa Maria Di Giorgi, sostiene un emendamento alternativo che prevede il cosiddetto «affido rafforzato». «Una trappola», sostiene Paola Concia, ex deputata del Pd, omosessuale dichiarata. E a questo escamotage per cercare di evitare la stepchild adoption, alla quale prima il governo era favorevole, sono contrarie anche le associazioni gay. Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, non nasconde il suo disappunto: «Sarebbe una follia».

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