Opinioni

Il secondo tragico Orfini

Matteo Orfini ha rilasciato oggi un’intervista a Repubblica per chiudere completamente ogni ipotesi di riapertura del Partito Democratico al sindaco Ignazio Marino a Roma: “È una storia finita, dai. Visto quanta gente c’era in piazza per Ignazio? Massimo rispetto, per carità, ma non mi è sembrata una rivolta popolare…Né mi sembra che Marino sia vissuto dalla città come un martire”, comincia il commissario del Pd della capitale, e su questo ha sicuramente ragione: se in piazza si fosse andati non per Marino, ma per chiedere una gestione normale del PD a Roma e per cacciare Orfini, probabilmente le persone in piazza sarebbero state di più. In ogni caso Der Kommissar ha le ideone chiarissime: “Spero – spiega Orfini – che non ritiri le dimissioni. Che faccia prevalere l’interesse dei romani al suo. Che non scelga una strada incomprensibile. E sì, che eviti questo tritacarne al suo partito e preferisca l’amore per la città. Altrimenti vorrà dire che lo sfiduceremo”. “Di fronte a un atteggiamento ridicolo come questo – commenta anche -, amen. Perché è chiaro che senza Pd non si va avanti. Lo capisca, invece di portare avanti un balletto inconcepibile”
matteo orfini stefano esposito
“Al Campidoglio – sostiene Orfini – c’era un pugno di persone, Roma ha 2,5 milioni di abitanti, non è Facebook”. “Sia chiaro – aggiunge comunque su Marino – che lui non si dimette per il caso scontrini, che è quasi marginale, ma per tutti gli altri errori”. Ed è questa la bugia più bruciante: Marino è stato agevolmente accompagnato fuori dalla porta dal PD proprio grazie al caso degli scontrini. E che si sarebbe dimesso l’indomani lo fece sapere proprio Orfini ai giornali. Attaccando poi il sindaco per le nomine dell’Auditorium. Che tristezza.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano