Opinioni

Il PD e la mail ai parlamentari per sapere cosa dire sulla riforma della scuola

neXt quotidiano|

La storia la racconta Tommaso Ciriaco su Repubblica: il Partito Democratico ha inviato un vademecum via mail ai parlamentari sulla riforma della scuola per provvedere a una serie di domande e risposte a uso e consumo di dibattiti e salotti tv:

La mail parte nel pomeriggio del 9 luglio. A mezzogiorno la contestata norma è diventata legge. E non c’è tempo da perdere. In tutto venticinque domande e altrettante risposte. Dribblando accuse e detrattori. Con un uso generoso di «assolutamente no» e «niente affatto», «certo» e «neanche per sogno». Un bignami del deputato, utile ad affrontare i nemici della riforma. Oppure a tenere testa in un talk. Quesiti basic: «È vero che il governo ha tagliato i fondi all’istruzione? Con la riforma si creano istituti di serie A e B? Quanto si investe sul merito?». Oppure tecnici: «Che significa contratto rinnovabile in base al Pof». Fino all’ultimo, liberatorio: «Ma dunque cosa prevede la buona scuola?».
L’idea è venuta a Marco Di Maio, responsabile comunicazione e documentazione dei deputati dem, per affrontare la guerriglia sull’Italicum. Ed è sempre lui, a nome dell’ufficio di presidenza del gruppo,a introdurre: «Cari colleghi, vi inviamo una serie di risposte alle domande più frequenti per agevolare il vostro lavorocon le persone sui territori enelle vostre frequentazioni».Un documento ad «uso interno e dunque non divulgabile all’opinione pubblica».

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