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Il nuovo partito di Varoufakis contro l'austerità

yanis varoufakis

Yanis Varoufakis sta pensando di creare un partito europeo anti austerità. Lo ha annunciato in un’intervista rilasciata all’australiana ABC nella quale ha parlato delle prossime elezioni convocate in Grecia dopo le dimissioni di Alexis Tsipras come di una competizione “triste e inutile”, nelle quali lui non si candiderà né con Syriza né con Lafazanis e la sua Piattaforma di Sinistra fuoriuscita dal partito. Ma l’ex ministro delle finanze greco ha detto che si sta anche preparando a lanciare un movimento europeo che si svilupperà in un partito politico. Varoufakis vuole creare una rete pan-europea per combattere l’austerità e per questo, invece di correre alle prossime elezioni, vuole spendere la sua energia politica a livello europeo.
 
IL NUOVO PARTITO DI VAROUFAKIS CONTRO L’AUSTERITÀ
Dopo un periodo di necessario silenzio, Varoufakis al Late Night Live ha detto finalmente cosa pensa esplicitamente dell’attuale situazione politica: «Il partito a cui sono stato fedele e il suo leader hanno deciso di cambiare completamente rotta e sposare una politica economica insensata, che porterà in Grecia maggiore recessione e ci è stata imposta dai creditori. Non credo che avremmo dovuto firmare l’accordo perché nel giro di pochi mesi ci ritroveremo a soffrire degli stessi problemi di cui abbiamo sofferto negli anni precedenti. E noi non avevamo il diritto di tradire il risultato del referendum, che con la vittoria del NO ha rigettato questo programma. Inutile provare a implementarlo dato che sappiamo che non può essere attuato». Varoufakis ha anche parlato di Tsipras come di un Sisifo che vuole spingere la roccia dell’austerità su per la collina, contro le leggi dell’economia e i principi etici. «Da bambino consideravo Sisifo uno sciocco, io avrei smesso di spingere la roccia», ha concluso Varoufakis, che ha poi parlato bene dei ribelli di Syrizia di Panagiotis Lafazanis e del nuovo progetto di Unità Popolare, ma ha anche aggiunto che è in disaccordo con il loro atteggiamento isolazionista e con il ritorno alla dracma. Per questo ha deciso di non partecipare alla competizione: «Piuttosto che impegnarmi in una campagna elettorale che vedo come triste e inutile, ho intenzione di rimanere politicamente attivo creando una rete a livello europeo contro l’austerità», ha poi detto descrivendo il suo nuovo progetto. «Non credo che il parlamento che uscirà dalle prossime elezioni potrà mai avere una maggioranza a favore di un programma economico progressista», ha precisato. «Il modello di partiti nazionali che formano alleanze fragili all’interno di un’Europa che funziona come un blocco non funziona più. Per questo dobbiamo puntare a una rete europea che si evolva in un partito paneuropeo».

L’intervista di Varoufakis alla ABC


COSA DICE TSIPRAS

Nel frattempo proprio oggi Tsipras ha lodato l’attuale ministro della Finanze per il suo ruolo nel concordare con i creditori il terzo pacchetto di salvataggio di Atene, del valore di 86 miliardi di euro. “Euclid Tsakalotos ha fatto un lavoro fantastico ed è vero che senza di lui non avremmo un accordo” ha detto. Il premier ha invece criticato proprio Varoufakis, predecessore di Tsakalotos. Tsipras ha ricordato una riunione negoziale a giugno, appena prima della chiusura delle banche greche per tre settimane per evitarne il fallimento, con il capo del Fmi Christine Lagarde, il presidente della Bce Mario Draghi e quello della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. “Varoufakis parlava ma nessuno lo ascoltava. Avevano cambiato canale, non sentivano quello che diceva. Aveva perso credibilità” ha detto Tsipras. Varoufakis si dimise la sera del 5 luglio, dopo la vittoria del ‘no’ alla proposta di salvataggio Ue al referendum in Grecia. Nel weekend è prevista una conferenza di Syriza per preparare il voto e per decidere della sorte dei suoi esponenti di rilievo più critici dell’operato del governo, come Varoufakis e al presidente del Parlemento Zoe Kostantinopoulou. A testimonianza delle difficoltà di Syriza l’altro ieri sono arrivate le dimissioni del segretario Tasos Koronakis, fedelissimo di Tsipras, in polemica con il premier che non ha consultato il partito prima di decidere di andare al voto anticipato.