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Il governo del Presidente: i ministri li decidono Draghi e Mattarella (e la metà saranno donne)

Nessuna contrattazione per i ministri, nomi di peso per i dicasteri chiave, squadra subito operativa. Cosa sappiamo del nascituro governo Draghi

Mario Draghi lascia i partiti al buio. Nonostante i retroscena di questi giorni e qualche personaggio politico (un nome a caso: Salvini) che si è offerto la liturgia della spartizione dei ministri tra le varie forze politiche è completamente saltata. Con il rischio di scontentare qualcuno.

Il governo del Presidente: i ministri li decide Draghi (e la metà saranno donne)

La composizione dell’esecutivo è ancora un mistero. Non è chiaro neanche da cosa scaturirà il neonato ministero della Transizione Ecologica. Si pensa che possano essere accorpati i ministeri dell’Ambiente e quello dello Sviluppo, come ha annunciato Di Maio. Oppure che il ministero dell’Ambiente venga rinforzato con delle deleghe ad hoc. In ogni caso a decidere chi saranno i ministri saranno Draghi e Mattarella. E nessun altro, come racconta Verderami sul Corriere:

Al termine delle consultazioni, il presidente del Consiglio incaricato ha fatto formalmente sapere alle forze politiche che per la formazione della squadra di governo verrà applicato l’articolo 92 della Costituzione. «Alla lettera». Tradotto vuol dire che saranno solo Mattarella e Draghi a decidere la compagine ministeriale, scegliendo in piena autonomia i politici che ne faranno eventualmente parte. «Prepariamo i sali, perché si prevedono mancamenti», sospira un dirigente del Pd, rappresentando una condizione che accomuna anche le altre forze della futura maggioranza. D’altronde — com’è stato spiegato—l’esecutivo non è espressione dei partiti ma un governo del presidente, dettaglio che stronca le ambizioni di quei leader, da Salvini a Zingaretti, che meditavano di farne parte.

Insomma governo tecnico politico sì, come recita il quesito posto sulla piattaforma Rousseau, ma saldamente in mano a Draghi. Se è ormai certo che nascerà il ministero della Transizione Ecologica niente altro trapela. L’unico dettaglio, è che metà dei ministri saranno donne, come spiega La Stampa:

Il Consiglio dei ministri dovrebbe essere composto per metà da donne e per l’altra metà da uomini. E qui sostanzialmente finiscono le informazioni concesse alle forze politiche, dove c’è ancora chi si ostina a seguire il messale laico di altre liturgie. «Noi non daremo nomi secchi a Draghi», ha detto ieri sera il vicesegretario del Pd Orlando. In realtà al comitato politico del suo partito, Zingaretti ha spiegato altro, specificando che i dicasteri di peso saranno in mano ai tecnici, mentre i politici serviranno a stabilizzare l’esecutivo.

Per quanto riguarda la compagine femminile all’interno del nuovo esecutivo oltre ai nomi di Luciana Lamorgese all’Interno e di Marta Cartabia alla Giustizia, che girano ormai da giorni, altre papabili sarebbero per i dicasteri economici Marcella Panucci, ex direttore generale di Confindustria, e la professoressa Lucrezia Reichlin. Inoltre sempre per la quota tecnici:

 

Altre candidate sono la rettrice della Sapienza, Antonella Polimeni, per l’Università e la Ricerca, la giurista Luisa Torchia, per la Pubblica amministrazione, e le ipotesi Elisabetta Belloni e Marta Dassù per gli Esteri, entrambe soluzioni di esperienza per la Farnesina, se Luigi Di Maio non resterà al suo posto

Con ogni probabilità i leader delle varie forze politiche rimarranno fuori dall’esecutivo. Quando partirà il governo Draghi? Come spiega Concetto Vecchio su Repubblica al massimo lunedì:

Domani sera Mario Draghi potrebbe salire al Quirinale con la lista dei ministri e sabato mattina giurare davanti al Capo dello Stato. Primo consiglio dei ministri, dopo il passaggio di consegne con Giuseppe Conte, lunedì, quando scade anche il Dpcm che vieta gli spostamenti tra le regioni. L’alternativa: Draghi scioglie la riserva sabato, giuramento lunedì. In entrambi i casi potrebbe presentarsi alle Camere per la fiducia nel cuore della settimana, nelle giornate di mercoledì e giovedì, dopo aver scritto il programma del suo governo

Nessuna contrattazione per i ministri, nomi di peso per i dicasteri chiave, squadra subito operativa. Se a Draghi riesce tutto è già cambiato tanto nel panorama della politica italiana.