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Il garante della privacy contro la diffusione del video di Mottarone, mentre Mentana…

Il garante della privacy prende posizione contro la diffusione del filmato. E intanto fanno scalpore le parole di Enrico Mentana che difende la scelta di mostrarlo

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Ieri vi abbiamo spiegato perché Next ha scelto di non pubblicare il video che fa vedere il momento in cui la cabina della funivia al Mottarone si schianta. Ora il garante della privacy prende posizione contro la diffusione del filmato. E intanto fanno scalpore le parole di Enrico Mentana che difende la scelta di mostrarlo.

Il garante della privacy contro la diffusione del video di Mottarone, mentre Mentana…

Il Garante per la protezione dei dati personali ha invitato i media e gli utenti dei social network ad astenersi dall’ulteriore diffusione delle immagini e da forme di spettacolarizzazione dell’evento, che possono solo acuire il dolore dei familiari delle vittime e di quanti erano loro legati. I video, il cui contenuto peraltro non era ancora stato portato a conoscenza degli stessi familiari- spiega – , poco aggiungono, per quanto riguarda l’informazione dell’opinione pubblica, alla ricostruzione della dinamica del terribile incidente, già ampiamente trattata dai media.
Il Garante richiama pertanto gli stessi media al rispetto del principio di essenzialità dell’informazione, fissato dalle Regole deontologiche in materia di attività giornalistica, e alla salvaguardia della dignità delle persone.
L’Autorità lancia un particolare appello a quanti in queste ore stanno postando e condividendo i video sui social network affinché il dolore non diventi strumento per un like in più. Invece il video in cui Enrico Mentana ieri ha difeso durante TGLa7 la scelta di mostrare il video è diventato virale

«Sono sicuro dell’importanza informativa di queste immagini, ma sono immagini anche dure – ha detto Mentana nel corso dell’edizione delle 20 del suo telegiornale -. Per questo è giusto che, nel telegiornale che va in onda nel momento in cui sono a tavola le famiglie, si avvertano i telespettatori: durerà due minuti, se volete guardarle noi le stiamo per mandare in onda. Ci sono state molte polemiche sulla diffusione di queste immagini, ma noi facciamo questo lavoro da 40 anni e sappiamo distinguere, e comunque non diamo e non prendiamo lezioni da nessuno, cosa è giornalismo e cosa è indugiare su ciò che è il dolore. Qui è ciò che è realmente avvenuto».