Rassegna Stampa

Il burqa, Messi e la 30: cosa c’entra la Pulce con i talebani nell’ultima copertina di Charlie Hebdo

La rivista satirica francese ha ricostruito il triangolo tra il Psg, la pulce e la famiglia qatariota, tra i maggiori finanziatori del governo talebano che in questi giorni ha riconquistato l’Afghanistan

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Charlie Haebdo questa settimana dedica una delle sue famosissime copertine alla situazione in Afghanistan. Molto più timida di tante altre, mette però risalto un singolare triangolo economico che in queste settimane occupa le prime pagine dei quotidiani di ogni tipo.

Perchè se è vero come è vero che si parla solo della presa di Kabul da parte dei talebani, i giornali sportivi sono settimane che raccontano del Psg e del suo mercato. Qual’è il collegamento tra le due cose? Il Qatar. I proprietari del Psg, cugini di quelli del Manchester City, sono sceicchi qatarioti. Nasser Al-Khelaïfi, presidente dei parigini, è molto vicino alla famiglia alla guida del Qatar stato accusato di essere tra i principali finanziatori dell’esercito Talebano.

Il burqa, Messi e la 30: cosa c’entra la pulce coi talebani nell’ultima copertina di Charlie Hebdo. Ecco la spiegazione

Ora che tutto è detto, risulta facile capire il collegamento dei punti. Le tre donne nella copertina del quotidiano sono il simbolo del colpo di stato di Kabul, il tema delle donne è quello che più di ogni altro preoccupa l’opinione pubblica in questi giorni. Poi c’è Lionel Messi, il faraonico colpo dell’estate calcistica parigina.

“I talebani sono peggio di quanto pensiamo”, questo il titolo della copertina di Charlie Hebdo. Effettivamente quello che la rivista satirica francese vorrebbe evidenziare è il legame del calcio con quello che succede nella strettissima attualità mondiale, denunciando un sistema quantomeno colluso. I prossimi mondiali di calcio si terranno in Qatar, stato da cui arrivano i soldi per i talebani appunto. Il Psg aveva remato contro la creazione della Superlega, evidentemente perché avrebbe appianato una leadership economica che oggi crea un forte gap tra i parigini e qualsiasi altro club al mondo. Il Divo Giulio, appassionato tifoso della Roma, interruppe il passaggio di Falcao all’Inter. Oggi calcio e politica hanno un rapporto ben più complesso dell’epoca.