La macchina del funky

I meridionali che stanno con Salvini

Non soltanto le pagine troll, come i Napoletani con Salvini che qualche tempo fa grazie a Samantha Cristoforetti e i marò hanno trollato mezza internet. Ci sono pure quelli che fanno sul serio. E infatti anche i rappresentanti di Noi con Salvini, il movimento gemello della Lega Nord al Sud, sono saliti sul palco del raduno di Pontida e hanno raccolto applausi. Hanno in particolare parlato Nicola Marotta, sindaco nel Salernitano, e Stefania Alita, consigliere comunale in un Comune della Puglia.
stefania alita noi con salvini
 
“A Pontida ci siamo sentiti a casa”, ha detto la Alita, la prima pugliese intervenuta sul palco lombardo, come esponente del movimento Noi con Salvini, al raduno identitario della Lega Nord. La ventiquattrenne neoconsigliere comunale salviniana ad Andria, dove è stata eletta nell’alleanza che ha portato alla riconferma di Nicola Giorgino, ha raccolto gli applausi del popolo del Carroccio. “Nel mio discorso – ha spiegato all’ANSA – ho sottolineato che interpretavo il malessere di tanti uomini e donne del Sud, delusi da una classe dirigente che finora ha privilegiato i ceti parassitari e garantiti rispetto a chi lavora, produce e si mette in discussione. Anche il meridione si riconosce nel programma di liberazione nazionale di Matteo Salvini, contro la burocrazia dell’Ue e contro le tasse asfissianti del governo Renzi”. E al Corriere della Sera la Alita ha spiegato le sue motivazioni:

Al suo debutto assoluto sul pratone è salita sul palco per un intervento. «Un po’ perplessa lo ero. Ma i leghisti hanno smentito il mio scetticismo». Applausi e cori sono stati riservati anche a Nicola Marotta, sindaco di Roccagloriosa(Salerno). Scene inedite perla Pontida che invocava il distacco del Nord. «Non è più la stessa Lega — obietta Alita, approdata ai lidi leghisti dopo la delusione per Forza Italia —. È evidente che oggi non esistono distinzioni territoriali ma solo battaglie comuni». Come quella sull’immigrazione: «Tocca all’Italia intera respingere l’invasione». La versione nazionalista della Lega salviniana piace alla consigliera barese: «La Padania? Come territorio esiste, certo, ma politicamente bisogna andare oltre…».

Chissà quanti saranno delusi quando finirà questa moda.