Cultura e scienze

I cinque nomi del MoVimento 5 Stelle per la RAI

Alla fine sono cinque i nomi del MoVimento 5 Stelle per il consiglio di amministrazione della RAI. Nella cinquina il favorito per entrare nel CDA è Carlo Freccero, ex direttore di Raidue e spesso presente in tv a difendere le ragioni dei grillini nei tak show. Subito dopo arriva Stefano Rodotà, già candidato alla presidenza della Repubblica dal partito di Grillo, Riccardo Iacona di Presa Diretta, Milena Gabanelli ed Elio Lannutti dell’Adusbef. Ne parla oggi il Corriere della Sera:

Il Movimento 5 Stelle ha sciolto la riserva e, dopo aver preso la guida della stessa commissione di Vigilanza, ha deciso di entrare anche nella stanza dei bottoni di Viale Mazzini. La loro lista comprende cinque persone, fino a ieri sera c’era ancora Milena Gabanelli (che ha declinato). Al primo posto, e con grande distacco sugli inseguitori, c’è l’ex direttore di Rai2 e autore televisivo Carlo Freccero. A seguire ci sono Stefano Rodotà, che sembrava scartato ma nelle ultime ore ha recuperato quota, il giornalista Riccardo Iacona e l’ex parlamentare per l’Italia dei valori Elio Lannutti, ora alla guida dell’associazione dei consumatori Adusbef. Forza Italia ha ripetuto il suo no all’ipotesi di Luisa Todini, che era già stata nel cda in quota azzurra ma adesso viene considerata vicina a Matteo Renzi. Il partito è orientato a sostenere Arturo Diaconale, giornalista, presidente del Parco nazionale del Gran Sasso. Ma non è da escludere la conferma di Antonio Pilati.

come cambia la rai
Come funziona la nuova riforma della RAI (Corriere della Sera, 3 agosto 2015)

Insomma, come ha detto Enrico Mentana ieri, adesso lottizzano anche i Cinque Stelle. Che non decideranno attraverso la rete, come già detto da Roberto Fico. “Domani mattina il governo indicherà i nomi di dg e presidente. Saranno professionisti di livello, competenza e indipendenza come è giusto che sia”, ha detto invece il premier Matteo Renzi, dal Giappone, parlando delle nomine Rai, aggiungendo che “è evidente che la nostra scommessa sulla tv pubblica è di grande respiro”. “Noi puntiamo – sostiene il premier – a fare della Rai un punto di riferimento assoluto in Europa e per alzare l’orgoglio italiano. Stando all’estero, si capisce che c’è una domanda straordinaria di Italia e sarebbe bello se la Rai la accompagnasse di più. E poi c’è un’Italia straordinaria con tante cose da valorizzare e poi la Rai è il presidio di libera informazione, un grande capitolo del futuro del paese”.

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