La macchina del funky

I 20 di Forza Italia che voteranno per Renzi

Ne parla il Corriere della Sera

Maria Teresa Meli, cantrice ufficiale del renzismo per il Corriere della Sera, ci fa sapere oggi che venti di Forza Italia sono pronti a votare la legge elettorale di Matteo Renzi:
Su questi punti Renzi è come è, cioè assolutamente diretto, sincero, verace, senza suggeritori di rime e uscite di scena a tempo. Lui parla come mangia, per cui il suo discorso viene fuori così: «Alla fine della festa la legge che si farà sarà la mia legge elettorale. So che la minoranza pensa a delle imboscate, ma al contrario di loro io ho un disegno strategico. Quello che voglia fare veramente Bersaninon lo so. L’Italicum non si tocca e loro possono agire come vogliono, perché la differenza è che Bersani non sa dove vuole andare, io sì». È sicuro su questo, Matteo Renzi,tant’è vero che prefigura il Partito democratico che verrà. E che lui cambierà: «Rivoluzionerò il Pd». E poi, comunque, c’è il confronto in Aula e quella sarà la vera prova per Renzi. Lui fa mostra di non averne paura: «Io vado avanti e non cambio di una virgola l’Italicum, questo sia chiaro a tutti… Dopodiché, se qualcuno lo vuole modificare ci provi. Secondo me alla fine quelli della minoranza non saranno abbastanza per riuscirci e Forza Italia invece cederà. Non tutti, ma i due terzi sì. E se Berlusconi ordinasse un voto contrario, noi sappiamo che avremmo almeno una ventina dei loro con noi, quindi che problema c’è?».


Più chiaro di così è difficile. E per esserlo ancora di più, la Meli fa sapere che Renzi farà le liste del PD con l’Italicum, e quella sarà l’occasione per non ricandidare un sacco di gente:

Insomma,il segretario del Pd che plaude al partito che verrà, alla nuova classe dirigente che ancora non c’è, è un leader accortoche manda due messaggi precisi. Il primo, inequivocabile: le liste le faccio io e solo io e non ci sono Bersani né Cuperlo che tengano. Gli esponenti della minoranza che aspirano alle preferenze si misurino sul territorio sul serio. Il secondo messaggio è rivolto agli oppositori che vorrebbero andare via: «C’è tempo e tempo, quello che rimane in mezzo è solo tempo da far perdere», dice Renzi. Tempo che, evidentemente, il presidente del Consiglio non ha intenzione di sprecare. Tant’è vero che ora è più attento: «Rivoluzionerò il Partito democratico», ribadisce. Ed è convinto che in questo periodo, tra una riunione di corrente e l’altra,possa muoversi tranquillamente aspettando che il partito diventi veramente quello che lui spera. Dopodiché, da pragmatico quale è, traduce tutto in politica fattuale. L’Italicum arriverà in Aula alla Camera a maggio, dopo le elezioni regionali, ovviamente, e «non dovrà cambiare di una virgola». Come riuscirci? A dirla così sembra un’impresa improba. Ma a parlare con Renzi pare un percorso scontato: «Alla fine Forza Italia voterà con noi, e se non voterà tutto il gruppo lo farà una ventina di loro, quello è sicuro». Fino a qui si spinge Renzi e non oltre. Ma uno dei suoi che può parlare più esplicitamente spiega: «A scrutinio segreto gli uomini di Verdini alla Camera possono votare come vogliono».