Politica

I 150 pc comprati dalla presidenza del Consiglio

giuseppe conte

Centocinquanta diconsi cinquanta pc portatili per una spesa di 92mila euro e spicci, appena un filino più bassa della soglia che avrebbe fatto scattare la gara europea. Il 12 aprile del 2019 il premier Conte attraverso il Dipartimento per i Servizi strumentali di Palazzo Chigi ha voluto aumentare il patrimonio dei beni informatici del governo, ordinando l’acquisto di 150 nuovi pc portatili di ultima generazione, da distribuire a dipendenti, consiglieri e collaboratori della presidenza del Consiglio. Pergiustificare la spesa,racconta oggi Pasquale Napolitano sul Giornale, Conte ha fatto inserire nel contratto di acquisto, una causale: «L’altissima esigenza di mobilità del personale della presidenza del Consiglio».

tvboy salvini di maio conte

Il regalo del presidente del Consiglio è costato 92mila 532 euro: al di sotto della soglia dei 96mila euro che impone una gara o almeno una trattativa con più di una ditta. La fornitura dei nuovi pc è avvenuta grazie alla convenzione tra la presidenza del Consiglio e Consip: convenzione che affida a Consip (altro bersaglio della propaganda grillina) il compito di fornire di pc e tablet agli uffici del governo. Procedura velocissima, per un dono graditissimo.

E senza infilarsi nelle lungaggini burocratiche di una gara pubblica. A mettere nero su bianco sul contratto per l’acquisto dei nuovi pc è stato il capo dipartimento dell’area Servizi strumentali Paolo Molinari. Ma sarebbe ora interessante conoscere quali siano gli spostamenti di collaboratori e funzionari della presidenza del Consiglio? Magari, Conte chiederà ai «fortunati» di preparare dossier e relazioni anche quando non sono in ufficio. Imporrerà alla propria segreteria di organizzare l’agenda mentre sono a una festa o in famiglia. O addirittura quando sono in vacanza.

E a questo punto manca il riepilogo finale: le auto blu non sono state cancellate. Anzi, c’è una gara per aumentare il parco auto.Al momento, al netto delle dichiarazioni alla stampa del vicepremier Di Maio sull’intenzione di bloccare la gara, non c’è stato alcun atto concreto per ridurre i costi della politica. Nessun ministro pare abbia rinunciato ai voli di Stato. Si continua a volare a spese dello Stato.

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