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Green pass obbligatorio per i lavoratori privati e pubblici da metà ottobre?

Il decreto per l’estensione del green pass sarà discusso domani in Consiglio dei ministri

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Green pass obbligatorio per i privati? Ieri Matteo Salvini a Cartabianca non ha smentito l’arrivo del decreto che da metà ottobre dovrebbe allargare ai lavoratori pubblici e delle aziende private la necessità del certificato verde. Il leader della Lega ha infatti spiegato: “Prima di dire se sono d’accordo o non sono d’accordo” sull’obbligo di green pass per i lavoratori “voglio capire di cosa si sta parlando”. Quali lavoratori -si è chiesto Salvini- con quali mansioni, a contatto con il pubblico, chiusi negli uffici, perchè ovviamente bisogna tutelare la salute, ma non bisogna arrivare a degli assurdi. Ci sono mamme che hanno i bimbi che vanno agli asili nido e alla scuola materna e non puoi entrare a ritirarli o andarli ad accompagnare in classe se non hai il green pass”

Green pass obbligatorio per i lavoratori privati e pubblici da metà ottobre?

Allo studio, secondo le indiscrezioni riportate oggi dai giornali, sarebbe infatti un nuovo decreto che renderebbe obbligatorio anche nelle aziende private il green pass. Il provvedimento dovrebbe addirittura arrivare in Consiglio dei ministri già domani. Ma se si punta all’obbligatorietà per tutti dal conclave potrebbe uscire, solo per il momento, la norma solo per i dipendenti della Pubblica Amministrazione, spiega Repubblica:

A Palazzo Chigi si lavora da giorni su due schemi alternativi. Il primo, più contenuto, prevede il pass per la pubblica amministrazione e le sole attività private in cui già vige l’obbligo della carta verde per gli avventori (ristoranti e bar, palestre e piscine, treni e aerei, fiere e stadi). Il secondo, invece, immagina di affiancare all’obbligo per gli statali anche quello per tutte le aziende. Opzione che sembra aver preso il sopravvento. Anche perché ha un duplice vantaggio: evita una doppia frizione — che sarebbe comunque inevitabile — con Salvini e risolve da subito il problema delle partecipate.

Ma se domani non si riuscisse a raggiungere il risultato pieno la decisione di allargare anche ai privati verrebbe solo rimandata di qualche giorno per diventare operativa al massimo alla fine di ottobre nelle intenzioni del governo.

Cosa ne pensano gli esperti? “Dato che nella popolazione più giovane la quota di soggetti non ancora vaccinati è ancora piuttosto rilevante direi di sì”. Risponde così, Paolo Bonanni, alla domanda del Corriere della Sera se sia necessario estendere l’obbligo del certificato verde anche ai lavoratori pubblici e privati. Secondo l’epidemiologo, professore ordinario di Igiene all’Università di Firenze, “il green pass presuppone che una persona sia vaccinata o abbia un tampone negativo nelle ultime 48 ore. Sappiamo che non possiamo escludere in assoluto che un vaccinato non sia positivo, ma la possibilità di trasmissione è molto più bassa. E sappiamo anche che chi ha un tampone negativo potrebbe contagiarsi nelle ore successive al test, ma si presume che la quantità di virus nelle vie respiratorie non sia tale da contagiare gli altri. Il green pass è quindi una garanzia che solo persone con questi requisiti possano accedere ai luoghi comunitari, come gli uffici, dove la possibilità di trasmissione è più facile perché si tratta di ambienti chiusi, spesso affollati e dove si resta a lungo”.

“L’obiettivo è mitigare al massimo la catena di diffusione del virus – spiega Bonanni – limitare il più possibile i decessi ed evitare di saturare gli ospedali e le terapie intensive: in questo modo i medici possono tornare a occuparsi delle tante altre emergenze sanitarie passate in secondo piano nell’ultimo anno e mezzo. Abbiamo visto che il vaccino è molto efficace a prevenire la malattia grave: limitando la sua diffusione sempre meno persone finiranno in ospedale. Se la popolazione lavorativa fosse vaccinata al 99% – aggiunge – probabilmente in un rapporto costi-benefici non sarebbe adeguato chiedere il green pass, ma non siamo ancora in questa situazione. Il famoso 80% di popolazione vaccinata per ottenere l’immunità di gregge non basta più perché la variante Delta è molto contagiosa e i vaccini non sono efficaci al 100%, soprattutto sulle infezioni: significa che sono possibili contagi anche tra vaccinati. L’immunità di gregge è irraggiungibile perché in teoria dovrebbe essere vaccinato il 100% della popolazione, e già con chi è esentato per motivi medici non è possibile. Dovremo invece imparare a convivere con il virus. Possiamo porci un obiettivo di controllo della pandemia, ma l’estinzione del virus è improbabile visto che evolve e muta”.