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Green pass obbligatorio anche per metro e bus?

Sembra scontato il green pass obbligatorio per i ristoranti al chiuso, ma nelle prossime settimane se la diffusione della variante Delta non si dovesse fermare il certificato potrebbe essere necessario anche per i trasporti pubblici a breve percorrenza

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Dovrebbe tenersi mercoledì la cabina di regia del governo che deciderà sul green pass obbligatorio. Sembra ormai scontato che il certificato verde sarà necessario anche nei ristoranti al chiuso. Ma se la diffusione della variante Delta dovesse dilagare nelle prossime settimane il green pass potrebbe servire anche per i trasporti pubblici a breve percorrenza.

Green pass obbligatorio anche per metro e bus?

“Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento”. Così Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente dell’Istituto superiore di sanità si è detto favorevole all’estensione dell’uso del Green Pass, anche al ristorante. “A titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”.

“I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese. Come ha documentato la Cabina di regia, l’età mediana dei contagiati è 28 anni, dato che dimostra come i contagi siano legati in buona parte alla popolazione giovane in ragione della maggior socializzazione del periodo estivo, un po’ come è successo l’anno scorso” prosegue Locatelli sottolineando come già si vedano anche gli effetti degli Europei di calcio. “Si cominciano a osservare da oggi (ieri, ndr) e probabilmente ne vedremo di più da domani (oggi, ndr). Del resto, è ben noto che l’incubazione del virus dura tra i 5 e i 7 giorni. Gli assembramenti e gli affollamenti hanno favorito la circolazione virale. Basta pensare anche ai focolai legati ai quarti e alle semifinali già individuati a Roma”.

Secondo quanto spiega il Corriere è mercoledì la data nella quale il governo si riunirà nella cabina di regia e stilerà la lista dei luoghi e delle attività dove sarà necessario il certificato verde. Oltre a stadi, palestre, eventi, concerti, luoghi dello spettacolo, treni, aerei e navi l’elenco dovrebbe comprendere anche i ristoranti al chiuso e le discoteche con capienza al 50%. Ma, come scrive il Messaggero, sarebbe solo il primo passo. Infatti se dopo due o tre settimane dall’entrata in vigore del decreto che rende obbligatorio il green pass nelle suddette attività i contagi e i focolai di variante Delta non dovessero fermarsi, si potrebbe allargare la necessità di avere il certificato verde anche ai ristoranti all’aperto e ai trasporti di breve percorrenza come bus e metro. Inoltre secondo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico il green pass dovrebbe essere rilasciato solo dopo la seconda dose di vaccino, mentre le sanzioni sarebbero di 500 euro (260 se si paga in misura ridotta) e 5 giorni di stop per la struttura che non ha effettuato i controlli. Mentre si va verso la proroga dello stato di emergenza fino al 31 ottobre vi ricordiamo che per scaricare il green pass come riporta il sito Dgc.Gov.it

 

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