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Gli insulti a Paolo Berdini per lo Stadio della Roma

paolo berdini presa denti

Mentre domani la Giunta Raggi si incontrerà con la dirigenza dell’A.S. Roma per l’ennesimo incontro sullo stadio a Tor di Valle, l’assessore all’urbanistica Paolo Berdini sconta il risultato del suo incredibile comportamento sulla vicenda, culminato ieri con la frase «Cioè, l’hanno presa sui denti, ragazzi. Si devono imparare che questa città va rispettata» pronunciata durante un’assemblea dell’VIII Municipio e che poi l’assessore ha tentato di negare mentendo all’opinione pubblica in una nota distribuita alle agenzie di stampa.

Gli insulti a Paolo Berdini per lo Stadio della Roma

Ben prima del lancio dell’hashtag #famostostadio la pagina facebook di Berdini si è infatti riempita di critiche e insulti da parte di cittadini che gli chiedevano conto dell’atteggiamento offensivo nei confronti del proponente e di altro. Ad esempio ricordandogli la famosa lettera dell’assessorato sul rischio idrogeologico, poi smentita dall’Autorità del Bacino.
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Poi c’è chi ricorda a Berdini le caratteristiche di riqualificazione urbana del progetto, che l’assessore sembra aver dimenticato:
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E chi segnala le meravigliose condizioni in cui versa Tor di Valle negli ultimi tempi, evidentemente considerate di più dall’assessore rispetto al progetto dell’A.S. Roma:

Berdini, che dopo la pubblicazione dell’audio in cui dice che qualcuno “l’ha presa nei denti” (evitando di spiegarci chi, purtroppo) è sparito, sabato ha anche tentato di convocare da solo una riunione alla Regione sulle occupazioni, finendo nel frattempo smentito da via della Pisana: “Notizia priva di fondamento. In riferimento alla notizia della riunione convocata dall’assessore comunale Paolo Berdini presso la sede della Regione Lazio, sulla vicenda dell’occupazione di via Silvio D’Amico 53, si precisa che essa è priva di alcun fondamento. L’assessore regionale Fabio Refrigeri non è stato contattato né dall’assessore Berdini, né da nessun altro esponente del Campidoglio per concordare tale riunione. Non crediamo dunque possibile che un assessore del Comune di Roma possa convocare una riunione in maniera autonoma in un’altra istituzione. A meno che l’assessore Berdini non abbia convocato tale riunione a sua insaputa…”.
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Intanto sul suo profilo fioccano anche insulti e accuse di preferenza, mentre tanti dicono che non voteranno più M5S a causa della faccenda dello stadio. Anche i movimenti per la casa si sono fatti sentire in una nota per lo stabile in via Silvio d’Amico 53: “Ovviamente alle promesse dell’assessore di una giunta vile e affaccendata esclusivamente nella difesa di beceri interessi personali e nella necessità di non perdere le posizioni di potere conquistate, non ha creduto nessuno. Pertanto il palazzo Inarcassa è stato liberato intorno alle 23 con un intervento violento delle forze di polizia, che ha portato al ferimento di diverse persone, 4 delle quali sono finite al pronto soccorso con le ambulanze riportando trauma cranico e varie lesioni – si legge nel comunicato – Decisione giusta, quella di non credere alle parole di un assessore che ha già mostrato la propria inconsistenza alla prova dei fatti rispetto alla trattativa sul deposito Atac di San Paolo, alla luce della clamorosa smentita arrivata questa mattina dalla regione Lazio che con una nota definisce la notizia della riunione convocata per lunedì priva di alcun fondamento, non essendo l’assessore regionale Fabio Refrigeri stato contattato né dall’assessore Berdini, né da nessun altro esponente del Campidoglio per concordare tale riunione.
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I quasi 400 commenti presenti sulla pagina facebook accusano Berdini un po’ di tutto, anche di non meglio precisati “interessi divergenti” sulla zona di costruzione dello stadio. Anche se la maggior parte fa soprattutto notare che la registrazione delle allusioni dell’assessore nei confronti del proponente testimoniano la sua malafede.
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Insomma, Berdini, che non ha in alcun modo replicato su Facebook, sta sperimentando gli effetti di un pogrom on line di prima categoria per un audio. Chissà cosa succederà se e quando la trattativa dovesse definitivamente saltare.

Stadio della Roma, il dossier


Intanto dopo settimane di stasi, i contatti tra il Campidoglio e i proponenti del progetto a Tor di Valle si sono intensificati, al punto che per martedì è previsto un nuovo vertice tra le parti. “C’è la volontà di farlo in primo luogo nell’interesse dei cittadini e, quindi, di tutte le parti coinvolte nel progetto. Ci sono tutti i margini per concludere positivamente la procedura nel rispetto della legge”, trapela da fonti del Comune a Cinque Stelle vicine al dossier. Dopo le riserve espresse sui livelli di sicurezza stradale, veicolare e pedonale nell’amministrazione Raggi c’è la ferma “consapevolezza che ci sono trenta giorni per intervenire. C’è una lista di temi da affrontare nel periodo di sospensione”. Tra queste, l’annoso tema della riduzione delle cubature, su cui si dovrebbe però raggiungere un’intesa con i proponenti, AS Roma e l’imprenditore Luca Parnasi. Per portare a casa lo Stadio con meno volumetrie abbinate (il tema è quello delle ‘torri’) parallelamente il Campidoglio dovrebbe, però, anche smarcarsi dal cosiddetto fronte del no, quella parte del M5S più decisamente contrario al progetto.

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