Economia

Gli effetti del bonus Irpef sulla busta paga

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In questa infografica di Centimetri pubblicata oggi dal Messaggero vediamo gli effetti del bonus Irpef sulla busta

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Gli effetti del bonus Irpef sulla busta paga per classi di reddito (Il Messaggero, 21 dicembre 2014)

La soluzione confermata è quella di un bonus monetario che i lavoratori dipendenti continueranno a ricevere all’interno dei salari di fine mese. E dunque non si tratta di un credito d’imposta (in quanto tecnicamente è un importo detratto dalle ritenute future operate dai sostituti d’imposta o, se insufficienti, dai contributi previdenziali). Il bonus, che ha una copertura classificata come nuova spesa di 9,5 miliardi di euro (contro i 6,7 del 2014) non modifica la struttura dell’Irpef, ed è collegato all’imposta personale unicamente perché il suo ammontare è legato al reddito complessivo a fini Irpef. La platea dei beneficiari non cambierà. Sono i lavoratori dipendenti e gli assimilati (ad esempio i co.co.pro), ma tra questi sono esclusi i contribuenti con l’imposta lorda Irpef minore o uguale alla sola detrazione da lavoro (cioè quei 3 milioni che hanno redditi inferiori a 8.145 euro). Restano fuori anche i pensionati e le partite Iva. La distribuzione del beneficio è variabile a seconda del reddito complessivo Irpef del lavoratore dipendente. In particolare, il bonus è 0 se il reddito, appunto, è inferiore a 8.145 euro (la fascia di incapienza), mentre peri redditi compresi tra 8.145 e 24mila euro (circa 10 milioni di contribuenti) si arriva fino a un beneficio annuo massimo di 960 euro. Superata la soglia dei 24mila euro, il bonus decresce fino ad azzerarsi a 26 mila euro. Un’area, quest’ultima, nella quale navigano 1,3 milioni di lavoratori. Fra meno di dieci giorni, debutta poi il nuovo bonus bebé: vale a dire il sussidio di 80 euro al mese riconosciuto alle famiglie che avranno un figlio a partire dal 1˚ gennaio 2015. Non tutti i genitori, però, ne avranno diritto. Il sussidio andrà alle famiglie con un reddito inferiore a 25mila euro. Il valore di riferimento non è però l’imponibile riportato nella dichiarazione fiscale m ail reddito Isee, un parametro che misura il reale benessere della famiglia, tenendo conto anche del patrimonio e dei risparmi.

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