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Come Giulia Bongiorno ha ammesso ieri che Salvini sui porti chiusi diceva fregnacce

Ieri la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, avvocato di fama, è intervenuta in aula al Senato sul caso Gregoretti, nei panni di difensore di Matteo Salvini. Il suo intervento, apprezzatissimo dai colleghi della Lega, è però importante soprattutto per un punto: quello in cui definisce quanto accaduto in occasione delle vicende che vedono oggi il Capitano in attesa di processo per il blocco della nave un “rallentamento” allo sbarco. E questo perché se si trattava di un rallentamento allo sbarco, allora tutto quello che Salvini ha ripetuto in questi mesi sui porti chiusi era in realtà una fregnaccia.

“Prenda un altro avvocato, più autorevole di me. Un avvocato che ha detto: “Noi della presidenza del consiglio abbiamo lavorato perché bisogna ricollocare e poi consentire lo sbarco”. Ecco, in relazione alla Gregoretti, queste sono le parole del presidente del consiglio, avvocato Conte”, dice Bongiorno tra gli applausi del Senato. Bongiorno conclude: “Aderiamo alla tesi del professore Conte sulla stretta connessione tra sbarchi e redistribuzione. Nessuno ha commesso un reato. Io credo che sia impossibile configurare un rallentamento allo sbarco come un sequestro di persona. Create questa nuova fattispecie incriminatrice, il rallentamento allo sbarco. E processate Salvini. Ma certamente non è sequestro di persona. In nome della separazione dei poteri- conclude Bongiorno rivolta ai senatori- non celebratene il requiem ma siate liberi coraggiosi e forti”.

giulia bongiorno salvini

Ora, tutti hanno presente che Salvini ha ripetuto per mesi “porti chiusi, porti chiusi” per navi come la Gregoretti. Ieri nell’aula del Senato, ovvero nel luogo più sommo, la sua avvocata ha certificato che il Capitano ha detto soltanto balle. Non voleva chiudere i porti, soltanto rallentare uno sbarco che sarebbe comunque stato effettuato. Non è meraviglioso?

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