Opinioni

Giovanardi lascia NCD

Ncd “ha fallito la sua missione e i suoi obiettivi”. Non usano mezzi termini il senatore Carlo Giovanardi e il resto dei Popolari liberali dell’Emilia-Romagna, vale a dire i coordinatori provinciali di Ncd di Piacenza, Romano Tribi, di Reggio, Emilia Christian Immovilli, di Modena Alessandro Lei, il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, i consiglieri comunali di Modena, Luigia Santoro, e Rimini, Eraldo Giudici, e i presidenti di 31 circoli, che al termine di un’assemblea regionale hanno deciso di lasciare il partito, scrivendo in un documento che “prendono atto del fallimento della missione e degli obiettivi che sono stati alla base della nascita del Nuovo centrodestra, in quanto determinati a contribuire all’affermazione di un centrodestra alternativo alla sinistra, collegato al Partito popolare europeo”.

Carlo Giovanardi (1992)
Carlo Giovanardi nel 1992, quando era bellissimo

Diverse le ragioni alla base dello strappo. In primo luogo, Giovanardi e i suoi ricordano che “con il 25% dei voti ottenuti alla elezioni politiche, Pd e Governo vogliono imporre, scavalcando l’Ncd e con i voti del Movimento 5 stelle, il matrimonio gay”. Nel mirino dei Popolari liberali anche il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che “sta portando avanti un’insistente campagna per la legalizzazione della cannabis, mentre il professor Giovanni Serpelloni non e’ stato confermato alla guida del Dipartimento delle Politiche antidroga”. Rimane invece ancora al suo posto alla guida dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), sottolineano gli ormai ex esponenti di Ncd, “il dottor Marco De Giorgi, attivissimo nel tentare di propagandare l’ideologia gender nelle scuole, addirittura in collaborazione con il circolo Mario Mieli, intitolato a un signore che nel suoi scritti inneggiava alla pedofilia e alla pederastia”.