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La "giustificazione" di Pasotti per aver difeso Giorgia Meloni: "Parlavo di comportamento barbaro contro tutte le donne"

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Giorgio Pasotti

Le sue dichiarazioni non avevano sollevato alcuna polemica, fino a che Fratelli d’Italia non ha deciso di dedicare a quelle parole la classica card social, scatenando la classica moltitudine di commenti. Oggi, a due giorni da quell’intervista rilasciata ad AdnKronos a margine della conferenza stampa di presentazione della fiction Rai “Mina Settembre”, Giorgio Pasotti prova a spiegare quel concetto già espresso in merito “all’accanimento” contro Giorgia Meloni. E ora dice che quel pensiero era rivolto a tutte le donne, a prescindere dall’orientamento politico.

Giorgio Pasotti spiega le sue parole su “Meloni” e la sinistra

Ripartiamo, però, da quella dichiarazione rilasciata il 20 settembre in cui lo stesso Giorgio Pasotti ha detto la sua sulla situazione in Italia a pochi giorni dal voto per le Politiche di domenica prossima (e aveva difeso la scelta di Laura Pausini di non cantare Bella Ciao perché “troppo politica”):

“Questa campagna elettorale rischia di toccare il punto più basso nei confronti degli esseri umani. La Meloni è una donna e vedo un accanimento nei suoi confronti non solo poco galante ma addirittura barbaro. Spesso ci lamentiamo perché le donne non vengono rispettate se non addirittura peggio questo deve valere anche per la Meloni che è innanzitutto un essere umano, a prescindere dalle proprie idee politiche. Tutti gli artisti dicono di essere di sinistra? Quello che dice la Meloni contiene un fondo di verità, la maggior parte dei miei colleghi si dichiara di sinistra ma onestamente non so se questo sia vero o no. Ormai c’è una sorta di cartello nel quale l’arte è dichiarata di sinistra e non sono assolutamente d’accordo con questo – dice l’attore – perché io ho un sacco di colleghi che sono apolitici o di destra. Forse dire di essere di sinistra gli fa gioco, spero non sia così perché sarebbe un po’ squallido perché per lavorare io non ho mai venduto l’anima al diavolo e mi auguro che l’arte continui ad essere libera. Se circoscriviamo l’arte in un recinto perde la sua funzione cioè quella di creare libertà di pensiero”.

Giorgia Meloni, secondo l’attore bergamasco, viene attaccata in modo “barbaro”. E c’è un “cartello” non scritto per cui tutti gli artisti debbano dichiararsi di “sinistra”. In che senso? Lo ha spiegato oggi in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

“Parlavo di violenza sulle donne, la prossima volta devo ricordarmi di fare una lista più lunga. Raggi, Boldrini, Liliana Segre. Continuerò a difenderle, comunque. Ma è una campagna elettorale che sta assumendo toni sempre più rabbiosi”.

Poi ha spiegato di essere nato da una famiglia di operai di sinistra, di avere uno zio partigiano e di aver fatto l’Università nella Cina comunista.

(Foto IPP/Gioia Botteghi)