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Gioiosa Jonica: il comune che regala denaro falso ai migranti (legalmente)

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La sua storia è finita sulla BBC: Gioiosa Jonica, cittadina calabrese di 7000 abitanti, è attualmente sede di un gruppo di richiedenti asilo nel progetto SPRAR-Recosol. A loro vengono fornite una serie di “banconote” per effettuare spese: i rifugiati possono spendere il denaro come vogliono a condizione che lo facciano solo in città in modo che le imprese locali ne traggano beneficio. Le banconote sono fabbricate con i ritratti di storici leader comunisti: Che Guevara sulla “banconota” da 10 euro, Hugo Chavez su quella da 20 euro e Karl Marx su quella da 50, mentre sull’altro lato hanno la firma di Giovanni Maiolo, il coordinatore dei servizi per i rifugiati di Gioiosa Jonica.

Gioiosa Jonica: il comune che dà denaro falso ai migranti (legalmente)

La storia funziona così: il municipio riceve 35 euro al giorno per ogni richiedente asilo ospitato dal governo centrale di Roma: la cifra serve a coprire tutto, dall’alloggio al cibo fino alle cure mediche e lezioni di lingua, oltre che un paio di euro per le spese personali. In un luogo economicamente depresso come la cittadina calabrese, che, scrive la BBC, è più avvezzo all’emigrazione che all’immigrazione, le somme vengono utilizzate per sostenere l’economia locale: le case che erano vuote sono affittate ai migranti, mentre questi spendono soldi nei negozi locali: i voucher assicurano la possibilità di acquistare cibo regolarmente, anche quando i fondi da Roma sono in ritardo. Quando i soldi arrivano i negozianti vengono liquidati: il peso del ritardo è a carico del negoziante. Intanto i servizi per i profughi hanno creato 20 posti di lavoro. Il sindaco, Salvatore Fuda, è stato eletto tre anni fa proprio sulla base di un progetto che includeva la possibilità di portare migranti nel paese utilizzando il sistema SPRAR del governo per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

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Giovanni Masolo con le “banconote” per i migranti (foto da: Ciavula.it)

«Ne ospitiamo 75 per un totale di un milione di euro l’anno», dice Fuda alla BBC. «Questo denaro è dato alla città, e influisce significativamente su un budget annuale di otto milioni. In questo modo creiamo un circolo virtuoso che comprende il reddito da locazione i posti di lavoro creati e il denaro speso nell’acquisto del cibo, che porta un beneficio economico alla città». Nell’agosto scorso la Rete dei Comuni Solidali, l’ente che gestisce il progetto Sprar per i richiedenti asilo presieduto da Giovanni Maiolo, aveva stipulato un accordo con quindici attività economiche che si erano impegnate a fornire uno stage ai migranti: bar, pizzerie, imprese edili, vivai, autolavaggi. Dal 17 agosto cinque richiedenti asilo, quasi tutti originari dell’Africa, avevano potuto cominciare un tirocinio come spazzini e giardinieri, accanto al personale già impiegato in questa attività. “Riteniamo importante che si ricambi l’ospitalità straordinaria di Gioiosa Ionica anche con lavori utili alla collettività“, scriveva all’epoca la Rete dei Comuni Solidali.