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Rivera a Porta a Porta: “Il vaccino? Non ci penso proprio” | VIDEO

L’ex calciatore del Milan e della Nazionale, ospite di Bruno Vespa, fa calare il gelo in studio quando espone la sua teoria (parlando di “alcuni virologi che dicono di evitare”) contro il vaccino anti-Covid

Gianni Rivera

Il gelo nello studio di Porta a Porta. A parlare è l’ex calciatore di Milan e della Nazionale Gianni Rivera che, rispondendo a una domanda di Bruno Vespa sul vaccino anti-Covid, ha detto che di non aver alcuna intenzione di immunizzarsi. Il motivo? Ha sentito il parere di alcuni “virologi” (non fa mai nomi e cognomi) che avrebbero sconsigliato il vaccino perché dannoso. Il tutto mentre il conduttore e gli altri ospiti provano timidamente a controbattere. Alla fine, però, l’ex calciatore ed ex politico va avanti con la sua teoria.

Gianni Rivera a Porta a Porta: “Il vaccino? Non ci penso proprio”

Quel “tu sei vaccinato?” di Bruno Vespa a Gianni Rivera è la domanda del momento. Chiunque, ormai, pone questa questione al proprio interlocutore. Ma quel che sorprende è la strenua difesa fatta dall’ex attaccante: “No e non ci penso proprio. Perché ho delle notizie negative. Qualcosa già si sente e qualcosa si sa e si viene a sapere”. Il dialogo tra il conduttore e l’ex calciatore sembra quasi fuoriuscire da uno spettacolo macchiettistico di cabaret. Ma la questione non si limita alle prime risposte. “Alcuni virologi dicono proprio di evitare”, prosegue Rivera. Bruno Vespa prova a prendere la parola e a riportare il discorso su dati concreti, coinvolgendo anche gli altri ospiti in studio. Ma Gianni Rivera non demorde: “Io ho fatto il tampone stamattina ed è risultato negativo. Io sono tranquillissimo. Mi darebbe fastidio essere in quella percentuale di persone sfortunate che si vaccinano e poi muore”, dice scuotendo le spalle.

Ed è questo il fulcro della questione: pensare che la risposta alla malattia, soprattutto su un soggetto di una determinata età (Rivera compirà 78 anni ad agosto), sia un tampone negativo è l’esatto emblema della sottovalutazione del problema. Il tampone, infatti, diagnostica un’infezione già in corso mentre il vaccino aiuta a prevenire l’insorgere dell’infezione che ha provocato migliaia e migliaia di morti (molti di cui anziani) solamente in Italia.

(foto: da Porta a Porta, Rai1)