La macchina del funky

Gianni Lemmetti: l'assessore che si è messo in testa di far lavorare ATAC

gianni lemmetti andrea mazzillo

Gianni Lemmetti rilascia la sua prima intervista da assessore al bilancio della Giunta Raggi a Roma e conferma quello che si vedeva anche da lontano: il personaggio merita, i risultati li vedremo a breve. Il colloquio, che spazia dal Signore degli Anelli al Trono di Spade fino ad arrivare all’incapacità di vestirsi da parte del suo predecessore Andrea Mazzillo, non regala molti particolari sui temi più caldi della Capitale, se non un segnale ai dipendenti di ATAC che dovranno aumentare la produttività, come hanno chiesto loro tutti i predecessori di Lemmetti senza alcun risultato.

Assessore partiamo da Atac, la grande malata della Capitale. I posti di lavoro con il concordato preventivo sono a rischio?
«Non ci saranno tagli ai posti di lavoro. Se lavoreranno di più i dipendenti? Se lo dicono i tecnici, va bene. Non abbiamo chiesto ancora una valutazione, ci atteniamo alle linee guida».
Per salvare Atac e i posti di lavoro, l’azienda sarà costretta ad aumentare la produttività?
«Sì, più produttività per la cittadinanza significa più autobus per i cittadini, non c’è alcuna volontà di tagliare sul personale. Abbiamo bisogno di alzare il livello».
A Roma tra i dipendenti della municipalizzata c’è un tasso di assenteismo del 12%.
«Lo so».
E quindi cosa pensate di fare?
«Aspettiamo i dati ufficiali in merito: fino a quando non esce il piano industriale non parleremo, sicuramente la produttività dell’azienda dovrà aumentare, questo sì».

gianni lemmetti

Il suo predecessore Andrea Mazzillo dice che è pronto a darle ripetizioni di Bilancio. Le accetta?
Grassa risata: «Certo, prima di darmi ripetizioni dovrebbe imparare a vestirsi meglio».
Lei invece ha già abbandonato le grisaglie, oggi indossa una maglietta del Trono di Spade.
«Sì, la mia passione, l’ho comprata a Roma, prima di essere nominato assessore, quando ero qui da turista».
Per Livorno sono stati giorni complicati e di dolore con l’alluvione.
«Sono vicino a loro, la città risponderà, ne sono sicuro. Bisogna rimanere uniti adesso».
Lei è indagato per bancarotta e abuso d’ufficio proprio per il concordato della società di rifiuti a Livorno. La cosa la preoccupa?
«No. Se sarò rinviato a giudizio? Vedremo. Penso di no».
La sua maglietta recita l’«inverno sta per cominciare»: anche quello della sindaca Raggi, a rischio rinvio a giudizio, non sembra facile. Lei che ne pensa?
«Siamo fiduciosi, lavoriamo tante ore al giorno, io dormo pochissimo».