Cultura e scienze

E Gianluigi Paragone usa Fabrizio Frizzi per fare propaganda ai 5 Stelle

gianluigi bombatomica paragone

Gianluigi “Bombatomica” Paragone su Libero oggi traccia un ricordo davvero tenero di Fabrizio Frizzi, conduttore tv scomparso lunedì. Frizzi, infatti, è secondo Paragone – appena eletto senatore con il MoVimento 5 Stelle – è il simbolo delle lotte politiche di un partito che non è impossibile riconoscere dall’identikit che ne traccia:

Frizzi vince oltre gli ascolti, commuove (nel senso etimologico del termine) e diventa il simbolo di chi resta coi piedi per terra, di chi sorride a costo di apparire esagerato nella sua vitalità (il donatore è esagerato per indole se ci pensate bene…). Ecco, lo stesso favore si trasferisce in politica nel momento in cui quello stesso popolo rompe il muro degli arroganti, dei rottamatori, dei professori, e si conforta nella saggezza popolare di chi frequenta i mercati (non quelli finanziari), di chi predica la morigeratezza del costume e l’oculatezza nelle spese.

Di chi fa breccia nei cuori dei nonni perché pensa al futuro dei nipoti. Dopo il tempo del leaderismo, torna il tempo del buonsenso: la riforma delle pensioni fatta non per assecondare l’Europa ma per consentire alle persone di riprendersi la parola “serenità” senza per questo fare gli scongiuri; il lavoro con diritti e buste paga che non siano una paghetta; le imprese liberate dal giogo di follie burocratiche e di banche che non fanno più le banche.

gianluigi paragone querela casalino botulino - 2

Ma l’ex direttore della Padania poi assunto in Rai in quota Lega che oggi sta con Di Maio magari non è stato chiaro. E allora ecco l’ultimo paragrafo nel quale cerca di essere limpido, scomodando anche l’aggettivo “nazionalpopolare” che Enrico Manca affibbiò a Pippo Baudo:

Il voto delle recenti elezioni ha sancito la vittoria popolare; eppure vi è ancora chi si scaglia contro i populisti da talk show. Una politica nazionalpopolare è una politica che rimette la società al centro, troppo a lungo schiacciata da altri interessi elitari. Nazionale e popolare perché sottrae tutto ciò che è imposto. Essere “uno di noi” significa sconfiggere la logica della Casta, essere “uno di noi” significa immunizzarsi al tradimento di chi non è stato scelto ma è stato cooptato. Nessuno si commuoverà mai per i cooptati. Vale per la tv come per la politica.

Adesso avete capito, sì? O deve andare con la bandiera del M5S ai funerali per farvelo capire? Intanto, sempre su Libero, Filippo Facci scrive: “Non mi azzardo a cercare dei link epocali con la contemporanea ascesa grillina: sarebbero forzature a dir poco. Però un paradosso di marca grillina ci sta tutto, ed è il seguente. Per anni non c’ è stato rapporto sulla comunicazione che non abbia spiegato come la fiducia popolare in molte categorie istituzionali fosse cambiata in peggio: ai danni di politici, magistrati, giornalisti e forze dell’ ordine”.

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