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Il giallo delle arancine a Cinque Stelle

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È passato un mese e mezzo dalla festa del MoVimento 5 Stelle a Palermo e un imprenditore locale denuncia di non essere ancora stato pagato dal comitato organizzatore a Cinque Stelle. Lo chef Roberto Lombardo, titolare dell’arancineria “Un pò capiri” ha raccontato a Repubblica che il MoVimento deve ancora pagare le spese per la fornitura di quattromila arancine vendute durante la tre giorni palermitana di Italia a 5 Stelle a fine settembre. Ma Roberta Lombardi, che presiede il comitato organizzatore, rigetta ogni accusa.

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Il post di Lombardo nel quale annuncia la sua presenza a Italia a 5 Stelle e annuncia che il prezzo sarà diverso

Nessun contratto di fornitura, in nome della trasparenza

Il credito vantato da Lombardo nei confronti dell’organizzazione dell’evento ammonta a cinquemila euro, la metà della cifra pattuita. Durante la manifestazione Lombardo aveva fornito personale e attrezzature ma del compenso pattuito ha visto solo l’acconto. Inoltre, spiega sempre l’imprenditore palermitano, la sua presenza al Foro Italico di Palermo era stata stabilita in base ad un semplice accordo verbale, quindi non è stato stipulato un contratto scritto.

Sono stato ingaggiato senza neppure un contratto, in base a un accordo solo verbale. Ho fornito personale e attrezzature, rinunciando per tre giorni alla mia normale attività. A fatica ho avuto un acconto ma dopo la manifestazione non ho visto più un euro e sono trascorsi un mese e mezzo. Ho subito pure un danno d’immagine, visto che, nello stand con la mia insegna, le arancine sono state vendute dall’organizzazione a 3,50 euro, anziché al prezzo di due euro che io pratico nel mio negozio e che avevo consigliato. Ecco perché ho deciso di adire le vie legali.

Come spiegava lo stesso Lombardo in un post del 23 settembre (ovvero il giorno prima dell’inizio della kermesse a Cinque Stelle) il prezzo di vendita delle arancine era stato stabilito dal comitato organizzatore ed era superiore a quello praticato normalmente da “Un pò capiri” perché il MoVimento aveva necessità di autofinanziarsi con la vendita di cibi e bevande (almeno questo scriveva all’epoca). Bisogna inoltre tenere presente che nell’occasione gli organizzatori si sono avvalsi anche della collaborazione di volontari anche per la distribuzione di cibi e bevande (quindi anche qui hanno risparmiato). Del resto a parte questa differenza di vedute sul prezzo (3,50 euro invece che 2) Lombardo in quei giorni sembrava davvero soddisfatto di come stavano andando le cose, lo sembra dimostrare questo video postato sulla pagina del negozio.

Lo Staff del MoVimento fa però sapere che tra i motivi del mancato pagamento ci sono anche alcune inadempienze da parte di Lombardo come ad esempio la lentezza nella preparazione delle arancine e lo smaltimento non corretto degli oli esausti. Secondo Roberto Lombardo però si tratta solo di scuse accampate per non dover pagare i debiti nei suoi confronti. Certo è che il MoVimento palermitano non ci fa proprio una bellissima figura, dal contratto che non c’è ai cinquemila euro non pagati passando per il prezzo aumentato delle arancine l’idea di utilizzare alcuni cavilli come scusa per non pagare è davvero strana perché non essendoci un contratto sembra davvero strano appellarsi a condizioni non rispettate. E anche per quanto riguarda lo smaltimento degli oli esausti c’è da dire che – ammesso e non concesso che sia avvenuto realmente (Lombardo lo nega) – l’organizzazione ha anche la sua parte di responsabilità dal momento che avrebbe dovuto predisporre un sistema adeguato per la gestione dei rifiuti in loco. Senza contare che il MoVimento i proventi derivanti dalla vendita delle arancine li ha incassati lo stesso. Un consiglio, per evitare problemi del genere e rapporti burrascosi con i fornitori la prossima volta meglio usare la stampante 3D e stampare le arancine in completa autonomia. E Roberta Lombardi su Facebook dice che il comitato organizzatore ha sottoscritto un contratto con un consorzio di produttori locali, a cui spettava il pagamente:

Il comitato organizzatore che presiedo ha infatti sottoscritto un contratto con un Consorzio di produttori locali che a sua volta ha provveduto ad assegnare gli spazi presenti all’interno dell’area ristoro in base alle singole specificità alimentari. Il Consorzio è stato pagato immediatamente dopo la conclusione dell’evento, come è nostra abitudine. Il Consorzio, quindi, ha stipulato autonomo (ripetiamo: autonomo) contratto con il Sig. Giuseppe Roberto Lombardo, produttore delle arancine.
Ma tant’è, per Repubblica Palermo evidentemente bastava che qualcuno infangasse il 5 Stelle, bastava trovare una persona qualsiasi pronta a gettare discredito nei nostri riguardi e della manifestazione.Questo è il modo di lavorare di alcuni giornalisti. Ma non di tutti, sia chiaro. Perché, ad esempio, in questo caso sappiamo che lo stesso commerciante aveva provato a chiamare anche Striscia la Notizia, che invece a differenza di Repubblica ha verificato le accuse, compreso che tra noi e l’arancinaro non c’era alcun rapporto e che quindi le sue eventuali pretese economiche dovevano essere indirizzate verso il soggetto con cui noi avevamo il contratto di fornitura servizi, suo appaltatore.