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La Russia ha piazzato una nuova sindaca a Melitopol dopo aver rapito il sindaco eletto

@neXt quotidiano|

Galina Danilchenko

La storia che arriva da Melitopol è la conferma (per chi ancora avesse qualche barlume di dubbio) di come la guerra sia poco democratica e di come la Russia voglia imporre il proprio dominio sull’Ucraina bypassando i sistemi democratici. Nei giorni scorsi, infatti, le milizie inviate dal Cremlino hanno arrestato e sequestrato il primo cittadino del comune nella zona meridionale del Paese. Le immagini del trattamento riservato a Ivan Fedorov hanno fatto il giro del mondo, provocando anche le proteste di molte persone. E domenica il nuovo colpo di scena: la Russia ha “piazzato” lì una sindaca scelta direttamente dal Cremlino: Galina Danilchenko.

Galina Danilchenko, la nuova sindaca di Melitopol messa dai russi

Una proclamazione direttamente dall’alto, per volontà dei russi. Ribaltando il tessuto democratico di Melitopol che aveva votato e scelto Ivan Fedorov. E mentre non si hanno moltissime notizie sulle condizioni del sindaco rapito e destituito (nei giorni scorsi Zelensky aveva parlato di torture ai danni dell’uomo), la nuova prima cittadina non eletta ha già fatto partire il suo fronte filo-russo, annunciando che a breve saranno trasmesse sulle televisioni locali i canali di informazione (propaganda) russi. Il tutto condito da un “invito” minatorio ai cittadini: smettete di manifestare in piazza. Manifestazioni di protesta etichettate come “atti terroristici”.

E contro la non eletta Galina Danilchenko è stata già aperta un’indagine da parte del procuratore generale che la accusa di alto tradimento per “daver adempiuto al compito affidatole dai suoi rappresentanti della Federazione Russa quando si è dichiarata sindaca ad interim di Melitopol. Nell’annunciare la creazione di un organismo non definito dalla legge ucraina, un Comitato dei deputati del popolo, l’indagata ha chiesto ai cittadini di Melitopol il loro sostegno e di smettere di resistere alle forze di occupazione”.