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The dark side of Astrosamantha: il governo non garantisce i fondi per la ricerca aerospaziale?

È ancora vivo il ricordo dell’entusiasmo suscitato dalla partenza verso lo spazio di Samantha Cristofetti (l’entusiasmo è ancora in corso). Il 22 novembre Matteo Renzi scriveva: «Tutta Italia guarda al volo di @AstroSamantha con felicità e trepidazione. Orgogliosi della prima italiana nello spazio! #Futura42». In più qualche retweet per ribadire l’orgoglio patriottico.
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MA L’ENTUSIASMO NON BASTA
Solo che poi arriva la doccia fredda, un po’ come era già successo con la secchiata d’acqua per sostenere la SLA e i tagli ai fondi, l’entusiasmo per la catena di sant’Antonio benefica e l’indifferenza per il divieto della ricerca sulla sperimentazione embrionale (deciso dalla legge 40 nel 2004). Per non parlare del Nomenclatore tariffario che è sempre nel limbo dal 1999. Leggendo infatti un articolo di oggi su SpaceNews (Italy Fails in Bid for More Space Funds, Clouding Outlook for ESA Ministerial) si scopre che l’entusiasmo è più o meno tutto quello che potrebbe esserci rimasto. Se non si aggiungeranno fondi al budget destinato all’Agenzia Spaziale Italiana, il coinvolgimento nella ricerca aerospaziale e nei sistemi di futura generazione (razzi, sistemi satellitari, uso della stazione spaziale) non può che essere incerto. Il prossimo 2 dicembre si volgerà un incontro in Lussemburgo, ESA Council Meeting at Ministerial Level, e magari verremo a sapere che è solo un malinteso. Ma per ora la domanda rimane: sarà l’Italia in grado di finanziare in futuro la ricerca aerospaziale?
 
SERVONO 200 MILIONI DI EURO
Come spiega Jean-Loic Galle, Thales Alenia Space Chief Executive, la partecipazione dell’Italia è legata a un emendamento che darebbe all’Agenzia Spaziale Italiana 200 milioni di euro. Questa cifra servirebbe per la copertura del 19% dei costi europei e per finanziare la seconda generazione di satelliti radar Cosmo-Skymed. Galle dice che per quanto ne sa quei soldi non saranno disponibili. E quei fondi sono davvero necessari per sostenere la ricerca – Cosmo-SkyMed e Vega sono tra i progetti più importanti per l’italia. «E così adesso c’è davvero un punto interrogativo sull’Italia e sul suo contributo». Questo significherebbe che il coinvolgimento italiano futuro è almeno in dubbio. Ci si augura, si legge poco oltre, che l’Italia sia in grado di trovare una qualche soluzione creativa. Soprattutto considerando l’arrivo di Samantha Cristofetti alla stazione spaziale e la felicità indigena che ha suscitato. Mentre arrivano le prime foto ci si dimentica però che per poterle scattare servono i finanziamenti.
PRIMO SELFIE DALLO SPAZIO PER SAMANTHA CRISTOFORETTI


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