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Francesco Modesto: il calciatore arrestato per usura e 'ndrangheta

francesco modesto

I carabinieri del Ros e quelli del Comando provinciale di Cosenza stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 14 persone appartenenti ad un’organizzazione dedita a usura e estorsioni aggravate dalle finalità mafiose. Al centro delle indagini del Ros un gruppo emanazione delle cosche Cicero-Lanzino e Rango-Zingari, egemoni su Cosenza che, utilizzando i capitali della ‘ndrangheta, davano prestiti a tassi del 30% mensile. Tra gli arrestati un calciatore professionista che ha giocato in serie A e B, Francesco Modesto.

Francesco Modesto: il calciatore arrestato per usura e ‘ndrangheta

Modesto, 34 anni, di Crotone, è attualmente svincolato. Nella sua carriera ha giocato in squadre quali Palermo, Reggina, Genoa, Bologna, Parma e Crotone. È il genero di un altro degli indagati. I soldi guadagnati da Modesto nella sua brillante carriera di calciatore sarebbero stati utilizzati dal suocero Luisiano Castiglia, detto “Mimmo”, per effettuare prestiti usurai. Per i magistrati della Dda di Catanzaro l’ex calciatore di Cosenza, Palermo, Ascoli, Reggina, Genoa, Bologna, Parma, Pescara, Padova e Crotone sarebbe stato un finanziatore del gruppo criminale sgominato oggi con l’operazione “Laqueo”. Il suo ruolo all’interno dell’organizzazione, secondo quanto riferito da inquirenti ed investigatori, è stato indicato da un collaboratore di giustizia e anche da un imprenditore vittima di usura. Il pentito Roberto Calabrese Violetta, contabile dell’associazione criminale, ha sostenuto di “essere certo del fatto che Francesco Modesto era consapevole che il denaro consegnato al suocero veniva impiegato in attività criminali e comunque usurarie”. Nel capo di imputazione che ha portato all’arresto di Modesto è spiegato che il calciatore, a parziale estinzione del debito usurario contratto da un imprenditore cosentino, avrebbe usufruito di lavori edili gratuiti per realizzare la sua casa di Cosenza dove risiede. Qualche tempo fa abbiamo parlato delle cerimonie di affiliazione della ‘ndrangheta:

ndrangheta cerimonia di affiliazione
Le formule della cerimonia di affiliazione della ‘ndrangheta (da en.wikipedia.org)

Chi riceve la carica della Santa va incontro a seri pericoli in caso di grave trascuranza o tradimento. «Dovete essere voi a sapere che avete fatto la trascuranza. Vi giudicate voi quale strada dovete seguire», dicono i Santisti in alcune intercettazioni e la punizione poteva arrivare alla costrizione al suicidio. Il giuramento avviene infatti davanti a un’arma o a una pastiglia, che simboleggia la possibilità di darsi la morte per non tradire la Santa e la ‘ndrangheta: «Quanti colpi ha in canna, ne dovete riservare sempre uno!», spiegano, intercettati, i boss. Altrimenti c’è sempre «una pastiglia di cianuro» oppure «vi buttate dalla montagna». Il filmato in cui i carabinieri del Ros hanno ripreso la cerimonia di conferimento della Santa, il più alto grado ‘ndranghetista, nell’operazione che ha portato a 40 arresti su richiesta della Dda di Milano qualche tempo fa, è stato realizzato durante un incontro conviviale (una delle cosiddette “mangiate”) a cui partecipavano esponenti di tre gruppi mafiosi: il Locale di ‘Ndrangheta di Calolziocorte (Lecco), il Locale di Cermenate e quello di Fino Mornasco (Como). Era durante queste “mangiate” che si stabilivano gli aspetti operativi e venivano conferite le cariche. In una di questa mangiate era presente anche un minorenne, parente di uno degli affiliati.
'Ndrangheta, la struttura interna (foto da: Wikipedia)
‘Ndrangheta, la struttura interna (foto da: Wikipedia)

Spiega Calabriaonline:

Le cosche mafiose calabresi sono ampiamente conosciute con il vocabolo ‘ndrina, un’organizzazione locale autonoma, talvolta distinta in maggiore e minore se nello stesso comune ve ne sono due di differente importanza. Anche ‘ndrina è di origine grecanica ed indica la persona dalla schiena dritta, che non si piega mai. Un codice, talvolta scritto e spesso tramandato oralmente, regola la gerarchia degli appartenenti.
Uno degli statuti sequestrati, delle forze dell’ordine, nel corso di una irruzione compiuta durante un rituale d’affiliazione cosi recita:
“L’albero della scienza è diviso in sei parti: il fusto rappresenta il capo di società; il rifusto il contabile e il mastro di giornata; i rami i camorristi di sangue e di sgarro; i ramoscelli i picciotti o puntaioli; i fiori rappresentano i giovani d’onore; le foglie rappresentano la carogne e i traditori della ‘ndrangheta che finiscono per marcire ai piedi dell’albero della scienza”.
L’entrata nella ‘ndrina viene chiamata battesimo, non solo per la solennità dell’avvenimento, ma anche perché chi appartiene all’onorata società vi appartiene per sempre; lo ‘ndranghetista è infatti un uomo con due battesimi.

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La struttura della ‘ndrangheta (en.wikipedia.org)

Leggi sull’argomento: Cosa succede in una cerimonia di affiliazione della ‘ndrangheta