Politica

Fatti anche tu un selfie con il libro di Salvini!

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Matteo Salvini svuota tutto! No, non si tratta dei campi Rom e nemmeno degli alberghi che ospitano i richiedenti asilo ma delle librerie. Un po’ come quei negozi che annunciano grandi svendite per liquidazione e cessata attività anche il leader della Lega 2.0 ha deciso di utilizzare questa tattica da piazzista per poter promuovere l’uscita della sua ultima fatica. Il primo libro di Salvini (scritto con Matteo Pandini e Rodolfo Sala) domani sarà in tutte le librerie e al Capitano spetta l’arduo compito di convincere il suo elettorato ad uscire dall’Internet e ad entrare in quegli strani negozi a cercare, tra un libro di Volo, l’ultimo di Bruno Vespa e le 50 sfumature (al vino rosso) di Benedetta Parodi, l’imperdibile libro del Salvini Nazionale. Salvo esaurimento scorte.
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C’è un Primo Matteo e poi c’è il Secondo Matteo

L’idea, manco a dirlo, è di quel genio della comunicazione on-line che è Luca Morisi. Quello che qualche tempo fa cercava giovani talenti con il Salvini Factor dimenticandosi di avere qualche decina di giornalisti profesisonisti della Padania in cassa integrazione. L’obiettivo è semplice, convincere gli elettori di Salvini a diventare – per il tempo di un autoscatto – lettori. O almeno presunti tali, perché non è poi così importante farsi un selfie con la prova d’acquisto del libro. C’è anche da dire che l’idea di creare “engagement” con gli utenti della pagina del Capitano non è proprio nuova, qualcosa di simile era successo quando Salvini si era conquistato la copertina di Panorama. Guarda caso il titolo di quel numero era “l’altro Matteo” mentre il titolo del libro è “Secondo Matteo“, quasi a voler continuare ad evidenziare inconsciamente la subalternità di Salvini rispetto al Primo Matteo. Che sia un caso? Che Salvini sia destinato ad essere sempre il leader che non riesce mai a governare e quindi debba sempre rimanere in quella – ormai strategicamente comoda – posizione di feroce oppositore del Governo? Non è un caso che questa sia da sempre stata la scelta della Lega che quando ha governato lo ha fatto con “i pugni dentro e un piede fuori” come amava ripetere Bossi. In fondo quando la Lega ha governato il Paese lo ha fatto creando quelle stesse situazioni critiche che ora hanno fatto la fortuna politica si Salvini. Ad esempio finanziando i Campi Rom che il Secondo Matteo vorrebbe asfaltare, oppure dando vita a quel sistema di distribuzione dei migranti nelle strutture alberghiere che secondo Salvini servono per rubare i soldi degli italiani. E che dire di quando il partito dell’uomo che attacca Renzi per il salva banche aveva una banca tutta sua e l’ha fatta fallire? E per pietà meglio tacere sul complicato rapporto con Berlusconi, che non sarà più quello di vent’anni fa ma che riesce a far fare al Secondo Matteo la misera figura che fece fare a Bossi.

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Le idee innovative del social media strategist salviniano

Ma questo sembra essere un problema secondario per Morisi che sul suo profilo Facebook gongola per l’incredibile successo della sua campagna pubblicitaria per il lancio del prezioso volumetto/vangelo salviniano.
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Il Populista, il nuovo sito della Lega 2.0

In attesa che da domani Matteo inizi a pubblicare sui social le foto degli orgogliosi acquirenti del suo libro, in attesa che le librerie radical chic inizino a esporre fogli di carta con scritto “non vendiamo il libro di Matteo Salvini” non ci resta che consolarci con le reazioni degli utenti della pagina Facebook del Capitano, che sembrano per ora premiare gli sfottò.


Ma di cosa parla il libro? Di Salvini, della sua storia e delle sue gesta epiche (tutti i giornali parlano della sassaiola subita nel 1991 da parte dei tifosi atalantini durante una trasferta del Milan) e ovviamente delle sue idee. Che sono quelle che troviamo ogni giorno condensate nei suoi post su Facebook che riassumo quanto detto nelle trasmissioni televisive della sera prima. Ma se dei racconti da bar di Salvini vi interessa poco e preferite invece sapere cosa ha in serbo l’amico delle ruspe allora non dovrete far altro che sintonizzarvi sul suo primo blog, che pare si chiamerà il Populista e dove, spiega il futuro direttore Alessandro Morelli (già direttore di Radio Padania, sarà possibile liberare la ruspa che c’è in ciascuno di noi. Sempre per il fatto che Salvini arriva in ritardo dove Grillo e il Movimento 5 Stelle sono ormai da anni. Preparatevi ad un’infornata di post ad alto tasso di populismo.