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I faldoni? A Roma li fa sparire il M5S

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«Nei Municipi sono spariti subito dei faldoni, delle carte. Me lo hanno detto i nostri presidenti», ha detto ieri Virginia Raggi in un’intervista al Fatto Quotidiano. In nome della trasparenza, la sindaca non ha fatto nomi né luoghi, né dal M5S Roma o da qualche municipio è arrivata una denuncia circostanziata o una spiegazione per la frase della prima cittadina. In compenso ieri si è venuto a sapere che a portare fuori dagli uffici del V municipio una delicata pratica edilizia sia stata, 5 giorni fa, un’assessora grillina.

I faldoni? A Roma li fa sparire il M5S

A colpire, sicuramente per ragioni che riguardano l’onestà ma che per ora non sono state comunicate (l’onestà è irta di bivi, basta vedere Paola Muraro) è stata l’architetta Paola Perfetti, militante del Movimento 5 stelle sin dagli albori, nel V Municipio già famoso per la vicenda delle moschee. Il 27 settembre scorso, l’assessora , con un trascorso al fianco dell’assessore capitolino all’Urbanistica, Paolo Berdini, durante iniziative politiche a tutela della città – ha fatto irruzione negli uffici dell’Ispettorato edilizio in via Perlasca chiedendo una pratica. Ma non è bastato. Perché l’assessore, una volta trovati i documenti, li ha raccolti uscendo dall’edificio. In sostanza, li ha sottratti senza averne fatto esplicita richiesta. Racconta il Messaggero:

Martedì scorso, nel giorno di apertura al pubblico degli uffici edilizi municipali, l’assessore Perfetti faceva richiesta, senza produrre alcuna istanza, di un pratica edilizia. Nello specifico, l’atto in questione riguardava una “Dia”, vale a dire la denuncia di inizio attività, usata in alternativa al permesso di costruire, presentata da un privato e protocollata il 9 luglio 2015. I dipendenti – tre geometri e un’impiegata – si sono adoperati per rintracciarla e una volta trovato il fascicolo, l’assessore ha preteso – senza prima neanche visionarlo -di acquisirlo per intero e in copia originale. A questo punto proprio i dipendenti hanno ricordato alla Perfetti che, da prassi, avrebbe dovuto produrre una richiesta formale.
Si sono alzati i toni: l’assessore – scelta dal presidente grillino Giovanni Boccuzzi per le «sue doti professionali» continuava a esigere il fascicolo in virtù del suo ruolo «istituzionale». Inutili persino i tentativi dei tecnici di redigere un verbale per prendere nota di quali e quante carte fossero contenute nel plico. L’assessore si è opposta anche a questo e prima di uscire con tutto il faldone sottobraccio, ha insinuato l’onestà dei dipendenti: «Avete qualcosa da nascondere?». Da allora il fascicolo è stato sottratto agli uffici del municipio per 48 ore. Il plico è stato riconsegnato dall’assessore il 29 settembre scorso, ma poiché è stato impossibile per i tecnici verificare la completezza dello stesso, il responsabile del Servizio edilizio ha promesso di «intraprendere le dovute denunce che il caso richiede».

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Nelle foto: l’assessora Paola Perfetti e il verbale di denuncia del V Municipio (Il Messaggero)

Dal verbale risulta che «in data 29/09/2016 l’assessore ha provveduto alla restituzione», come scrive il capo ufficio Marocco nella nota inviata al direttore del municipio, «ma né il sottoscritto né i propri tecnici hanno potuto accertare la completezza dello stesso, non essendo stato redatto verbale di riscontro». Dall’opposizione in V municipio, il gruppo Pd ha gridato allo «scandalo». «Si invoca la trasparenza ma viene meno la legalità». «Abbiamo presentato un’interrogazione ma il presidente Giovanni Boccuzzi – spiega il consigliere Pd, Alessandro Rosi – non ha risposto, contiamo di avere delucidazioni lunedì nel prossimo consiglio». Se così non fosse, considerato che proprio lunedì in consiglio municipale si dovrà discutere un’altra questione “spinosa” – il futuro del cinema Aquila -, proprio l’opposizione è pronta a chiedere le dimissioni dell’assessore.
Foto da: La fiera dell’est

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