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È iniziata oggi la sedazione profonda di Fabio Ridolfi

Dopo una lunga attesa (prima sul via libera al suicidio assistito e poi sul medicinale da utilizzare) il 46enne – completamente paralizzato da 18 anni – ha iniziato le procedure che metteranno fine alle sue sofferenze

Fabio Ridolfi

Ha atteso per mesi – da quando il Comitato Etico della Regione Marche aveva finalmente dato il via libera basandosi sulla sentenza della Corte Costituzionale – di ottenere quel medicinale per procedere con il suicidio assistito. Un’attesa vana che ha portato Fabio Ridolfi a decidere di procedere con la sedazione profonda che nel giro di poche ore (o giorni) porrà fine alla sua vita fatta di sofferenze e immobilismo totale a letto da 18 anni. E oggi inizieranno le procedure, mentre tutta la comunità di Fermignano – la sua città – si è stretta attorno a lui.

Fabio Ridolfi inizia oggi la sedazione profonda richiesta

Quella tetraparesi lo ha tenuto per 18 anni bloccato in un letto. Ha comunicato, per anni, solo grazie a un puntatore oculare. Lo stesso con cui è riuscito a tenere, la scorsa settimana, una conferenza stampa con l’annuncio della sua decisione di procedere con la sedazione profonda. Una scelta provocata dall’assenza dello Stato che per anni, nonostante la sentenza della Consulta, ha temporeggiato sul suicidio assistito.

Perché dopo la lunga e travagliata decisione del Comitato Etico delle Marche, nessuno ha mai indicato il farmaco per il suo suicidio assistito”. E questo, nel suo ultimo messaggio, era stato sottolineato proprio da Fabio Ridolfi:

“Da due mesi la mia sofferenza è stata riconosciuta come insopportabile. Ho tutte le condizioni per essere aiutato a morire. Ma lo Stato mi ignora. A questo punto scelgo la sedazione profonda e continua anche se prolunga lo strazio per chi mi vuole bene”.

Lo Stato presente, ma assente. Perché da tempo Fabio Ridolfi aveva ottenuto il via libera al suo suicidio assistito (dopo lungaggini “etiche” che avevano prolungato l’attesa), ma quando si doveva decidere il come (ovvero il medicinale) tutto si è bloccato. Nuovamente. E quella decisione di ricorrere alla sedazione profonda è una nuova sconfitta, in attesa che il Parlamento (se mai lo farà, anche se vincolato dalla decisione della Consulta) decida di realizzare una legge.