Politica

Un ex Mossad contro Netanyahu

Un ex capo del Mossad contro Benyamin Netanyahu. Meir Dagan, settantenne e storico capo dei servizi segreti di Israele, si è presentato ieri in piazza Rabin a Tel Aviv per criticare la leadership di Netanyahu, la sua politica con l’Iran e quella con l’autorità palestinese. Un’invettiva talmente rabbiosa da scatenare accuse di ingratitudine da parte del Likud, con Ophir Akunis che ha ricordato a Dagan che Netanyah all’epoca in cui aveva bisogno di un trapianto di fegato.
Dagan, che fu chiamato da Sharon per armare di nuovo il Mossad e fu capo anche durante un esecutivo di Bibi, ha urlato «Bibi a casa» insieme agli altri trentamila in piazza. Ha accusato il premier di rischiare una rottura con gli Stati Uniti per portare avanti la guerra all’Iran, ha sostenuto che il premier abbia mentito al parlamento sul tempo che ci metterebbe Teheran a dotarsi della bomba atomica. «Israele è circondato da nemici. Ma non sono loro che mi fanno paura. Io sono preoccupato dalla nostra leadership», ha detto mentre in piazza si srotolavano striscioni che invocavano il “cambiamento” di Israele: uno degli slogan del suo movimento politico. «Isralele sta affrontando la peggiore crisi di leadership della sua storia», ha detto in piazza, parlando con voce bassa e con poca attrattiva per i comizi.
meir dagan
In un’intervista a Channel 2 Meir Dagan è tornato a ringraziare Bibi per l’aiuto che gli ha fornito all’epoca dell’operazione al fegato, ma ha detto che le sue critiche non sono rivolte alla persona di Netanyahu, ma alla sua politica. L’ex capo del Mossad ha anche criticato lo stallo negoziale con l’Autorità Palestinese. L’ex numero uno del Mossad non è del resto isolato in seno all’influente comunità dell’intelligence israeliana nelle sue critiche al governo in carica sull’Iran. Anche Yuval Diskin, ex capo dello Shin Bet (il servizio di sicurezza interno israeliano) ha attaccato per gli stessi motivi Netanyahu.