Economia

Euclides Tsakalotos: chi è e cosa pensa il successore di Varoufakis

I creditori della Grecia sono ormai a corto di argomenti. Dopo Blanchard, che aveva fatto (discretamente) mea culpa su moltiplicatore e precarietà, e lo stesso Juncker che ammetteva che l’auserità espansiva non ha funzionato, è ormai lo stesso FMI, nel suo rapporto filtrato il 3 luuglio, ad ammette expressis verbis la necessità di ristrutturare il debito greco. A Dijiselbloem e altri altro non era rimasto che asseragliarsi nel bunker della insopportabile personalità di Varoufakis. Con la mossa delle dimissioni, anche questo alibi è caduto. Riconoscere che le politiche imposte alla Grecia in nome della riduzione del debito hanno prodotto esattamente l’effetto inverso (oltre ad un catastrofico tracollo sociale) equivarrebbe a rimettere in discussione tutta la vulgata politico-economica difesa da anni.
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EUCLID TSAKALOTOS: CHI È E COSA PENSA IL SUCCESSORE DI VAROUFAKIS
Il punto d’attacco per ben cinque mesi sono stati allora il colore delle camicie del ministro delle finanze greco, o le voci sulle sue supposte incompetenze, o le sue inclinazioni al duro lavoro. Ci si era messo anche Romano Prodi, per il quale Varoufakis avrebbe dovuto barricarsi nel ministero per far quadrare i conti (‘col cacciavite’, dichiarò a Radio 24 qualche settimana fa) piuttosto che partecipare a convegni per difendere una linea politica alternativa. Ricordare che Prodi fu tra gli architetti dell’euro come lo conosciamo aiuterà a capire meglio le ragioni di questo intervento. Ora che Varoufakis si è machiavellicamente tolto di mezzo, e Tsakalotos lo ha rimpiazzato, sarà interessante conoscere la tattica mediatica conseguente. Già in occasione del ‘rimpasto’ della squadra negoziale della Grecia all’Eurogruppo, il tessuto narrativo, lanciato da Bloomberg e ripreso a raggera da numerosi giornali, si era concentrato sulla ‘sostituzione’ (o anche su più crude metafore) del perditempo, vanitoso, estremista Varoufakis con il ragionevole, ponderato, realista Euclid Tsakalotos.
Greek Finance Minister Varoufakis and deputy minister for international economic relations Tsakalotos leave the Maximos Mansion after a meeting with PM Tsipras in Athens
DICONO DI LUI
Vittorio da Rold, per esempio, così presentava all’epoca il salvifico cambiamento sul “Sole 24 ore”:
Euclides Tsakalotos, un pacato economista che ha studiato a Oxford […]
 Ed insisteva, qualche riga dopo:
Il vice ministro Tsakalotos, studente a Oxford, ha infatti il profilo giusto per trattare con i rappresentanti dei creditori, cioè ha caratteristiche diametralmente opposte rispetto all’irruento ministro delle Finanze.
Pare proprio che aver ‘studiato a Oxford’ permetta quindi di essere più gradito agli altri ministri delle finanze ed ai funzionari dell’FMI. Chissà, forse perché Varoufakis è stato fellow a Cambridge? O per insopite acredini verso la patria di Keynes? Poco importa: la Grecia avrebbe, con il ‘sacrificio’ di Varoufakis, ceduto alle esigenze dei suoi interlocutori, e messo da parte una linea inaccettabile e irrealistica. Ma è proprio così? Lasciando da parte le prossime incombenze del nuovo ministro e le difficili trattative dei prossimi giorni, guardando più da vicino si capisce meglio chi è Tsakalotos. Greco ‘della diaspora’ (è nato a Rotterdam da una famiglia greca piuttosto agiata) Tsakalotos studia economia nella città che il lettore ricorderà, per poi insegnare nell’Università del Kent. Rientra in Grecia solo nel 1993, con un forte accento inglese (che si è un po’ attenuato da allora) e una reputazione politicamente un po’ sospetta:
“Siccome venivo dall’Inghilterra, mi consideravano un po’di destra » racconta. “Rispetto a Yannis Stournaras [altro greco a Oxford, e attuale presidente della Banca di Grecia, n.d.r.] venivo da un’altra parrocchia. Ma, diversamente da quanto si immaginava all’epoca sul mio conto, io ero piuttosto sul versante dei cosiddetti economisti eterodossi, metre lui era più mainstream”.
…E LA REALTÀ
Comincia subito a militare nel Synaspismos, l’antenato di Syriza, dove lo si ricorda addetto al bancone delle salsicce nei festival estivi. Diviene deputato nella circoscrizione di Preveza, città dei suoi antenati, nel 2012.
Membro della maggioranza del partito, Tsakalotos non si può certo definire economicamente ‘moderato’. Fra i suoi contributi, studi sull’inefficacia dei modelli mainstream applicati alle economie europee periferiche (per esempio qui e qui), o sull’agibilità politica e sociale dell’approccio post-keynesiano rispetto a quello neoclassico (qui). E per avere un’idea del ‘carattere’ di Tsakalotos, oltre che delle sue idee, tre documenti (sottotitolati in italiano): la sua strategia sulle trattative in corso; il ruolo europeo di Syriza (all’ultimo congresso del Sinn Féin); la radicalità e le politiche di sinistra (congresso di Syriza nel 2012). Insomma, come già è stato acutamente osservato, siamo ben lungi dall’immagine del ‘pacato oxoniense’ che si vuole far passare. Perché allora tanta insistenza su Tsakalotos che rimpiazza Varoufakis? Forse una spiegazione c’è: per non perdere la faccia, soprattutto dopo il cocente schiaffo del referendum, i membri dell’eurogruppo devono dimostrare di averla spuntata in qualche modo, imponendo interlocutori più docili e consensuali. Il governo greco è abbastanza scaltro da lasciarglielo credere.


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