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La sinistra torna al potere in Cile: Boric batte il candidato di estrema destra Kast

La vittoria del 35enne che già due anni fa era stato protagonista – con il suo movimento studentesco – delle proteste di piazza contro l’aumento del costo della vita nel Paese. Sconfitto il figlio di un ex nazista che, nei giorni scorsi, aveva ottenuto l’endorsement di Salvini

Elezioni Cile

Il Cile riparte dalla sinistra. Nella notte italiana è proseguito lo spoglio dei voti del ballottaggio per eleggere il nuovo Presidente del Paese e a vincere, con ampio margine (viste le previsioni della vigilia) è stato Gabriel Boric, leader della coalizione Apruebo Dignidad. Il 35enne ha sconfitto il rivale di estrema destra José Antonio Kast, figlio di un membro del partito nazista tedesco che emigrò nel Paese Sudamericano dopo la Seconda Guerra Mondiale e divenne – insieme alla sua famiglia – uno dei sostenitori del regime di Pinochet. E proprio quest’ultimo, alla vigilia del voto per le elezioni in Cile, aveva ottenuto l’endorsement italiano di Matteo Salvini.

Elezioni Cile, vince il candidato di sinistra Gabriel Boric

Un augurio, un buon auspicio che è andato perso. Così come le elezioni. Dopo aver scrutinato oltre due terzi dei voti totali, infatti, il distacco tra i due contendenti non è più colmabile: Boric si attesta attorno al 56% dei consenti, Kast al 44%. E proprio il candidato di estrema destra ha riconosciuto la sconfitta pubblicato un tweet di congratulazioni.

Dal prossimo 22 marzo – giorno in cui Gabriel Boric potrà insediarsi al Palacio de la Moneda – il Cile potrà iniziare la sua virata verso sinistra. Un lungo tragitto iniziato diversi anni fa, quando il giovanissimo leader del movimento studentesco cileno arringò le folle e le portò in piazza in diverse occasioni. Poi la sua elezione, otto anni fa, come deputato. E lì si è distinto nella sua fervente e continua opposizione al governo centrale. In particolare due anni fa – prima della pandemia – quando organizzò un’imponente manifestazione contro il caro-vita che ha attanagliato (e attanaglia ancora) il presente e il futuro del Paese.

Una boccata d’ossigeno, dunque, per i cittadini dopo le elezioni Cile. Il Paese ha scelto di ripartire da quel 35enne che solo oggi – nel giorno del suo successo – ha abbandonato quella barba folta e quei capelli “scapigliati” da barricadero. E lo ha fatto solamente dopo aver sovvertito i pronostici della vigilia. Perché Boric, al primo turno, aveva ottenuto il 26% dei consensi. Il suo rivale, Kast, aveva conquistato il 2% in più dei voti. Ma al ballottaggio tutto è stato ribaltato e il filo-pinochettista ha dovuto certificare la sua sconfitta e il passaggio del Paese a Sinistra.