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«“Fai schifo”, mi dicevo»: il monologo di Elena Santarelli su come ha superato la malattia del figlio | VIDEO

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Dopo il discorso sulla body positivity fatto dalla comica Michela Giroud, ad affiancare Nicola Savino nella puntata di ieri de Le Iene è arrivato il turno di Elena Santarelli, che ha “sostituito” Ornella Vanoni colpita da una sindrome influenzale anticipando di una settimana la sua co-conduzione. Prima di lei già Elodie, Rocío Muñoz Morales, Madame, fino a raggiungere il numero di dieci donne che in questa prima fase di stagione del programma di Italia Uno appariranno al fianco del conduttore. La showgirl ha preparato un monologo partendo dalla malattia affrontata da suo figlio Giacomo, che è guarito da un tumore al cervello nel 2019, per arrivare al modo in cui – da madre – ha vissuto quei giorni e il giudizio delle persone che le erano intorno. Ha voluto liberarsi, con grande emozione, dal senso di colpa che si può provare per la fortuna di una guarigione, e di come si possa tornare a vivere.

Il monologo di Elena Santarelli a Le Iene

“Questa sera non vi parlo della malattia di mio figlio – ha detto Santarelli – ma di come si torna a vivere durante e dopo la malattia. Io mi sono vergognata di farlo, ho sentito parole che mi hanno fatto sentire sporca tipo: “Ma come fai a lasciare tuo figlio solo?”. Mi sono vergognata di tornare a lavorare, di uscire a cena con mio marito, persino andare dal parrucchiere quando ho sentito un’altra donna sussurrare: “Che cazzo ci fa qui la Santarelli? Io con un figlio malato starei a casa”. E a casa ci tornavo, mi buttavo subito sotto la doccia, per pulirmi dallo sporco che mi avevano appiccicato addosso. “Fai schifo”, mi dicevo, “ma cosa stai facendo?”. Grattavo via lo smalto appena messo sulle unghie perché mi sentivo male ad essermi presa un pezzo di vita per me. Quegli sguardi, quelle parole, ti dicono che c’è solo un posto dove puoi stare: al fianco di tuo figlio che si sta ancora curando. Quegli sguardi ti proibiscono di essere altro dalla malattia. C’è un’altra cosa che ti impedisce di tornare a vivere. È il senso di colpa per la fortuna che hai avuto, perché tante amiche che ho conosciuto in ospedale, mamme come me, oggi non hanno più i loro figli. E quella fortuna non sentivo di meritarla più di loro. Così ho cercato di nascondere la mia felicità, ma quelle mamme mi hanno detto “Non ti devi vergognare” ed è solo grazie a loro, a Valeria, ad Elena e Valentina, che mi sono state accanto, che ho potuto tornare a vivere tutte le mie emozioni e finalmente mi sono liberata. Oggi sono grata che i miei uomini Giacomo e Berdardo siano con me e sono grata di aver imparato questa lezione, una delle poche che posso insegnare alle mie amiche donne. Non sentitevi sporche, non sentitevi in colpa. Mi sono sentita una madre sbagliata, ma non voglio farlo più e non fatelo neanche voi. Non abbiate paura di tornare a vivere”.

Nel maggio del 2019 Elena Santarelli e suo marito Bernardo Corradi avevano annunciato sui social la guarigione del piccolo Giacomo: “Ha fatto la sua ultima terapia e i vari controlli hanno dimostrato che il nostro bellissimo bambino ha vinto questa battaglia”.

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