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#EineArmlaenge: Il sindaco di Colonia Henriette Reker nei guai dopo le aggressioni

henriette reker

Nella Germania sconvolta per le aggressioni di Colonia scoppia sui social media la polemica per le parole di Henriette Reker, sindaca della città, che ha suggerito alle donne di usare maggiore cautela ed attenzioni – come quella di tenersi a distanza dagli sconosciuti e cercare di rimanere sempre in gruppo – quando si trovano per strada per evitare altri incidenti. Suggerimenti che sono apparsi un modo per addossare in qualche modo alle donne che la responsabilità delle aggressioni a chi invece chiede alla Reker di rafforzare la sicurezza nella città e portare di fronte alla giustizia i responsabili dell’ondata di aggressioni sessuali. E su Twitter sta impazzando l’hashtag #EineArmlaenge, vale a dire tenere a distanza di braccio, per criticare, e prendere in giro, le parole della 58enne eletta sindaco lo scorso ottobre dopo essere stata pugnalata durante la campagna elettorale durante da un militante xenofobo che le imputava la sua posizione pro rifugiati.

#EineArmlaenge: il grosso guaio di Henriette Reker

Circa 300 persone, in grande maggioranza donne, hanno intanto protestato in piazza a Colonia ieri sera contro le aggressioni a sfondo sessuale avvenute a Capodanno. “Merkel, dove sei? Cosa dici?”, alcuni degli slogan dei manifestanti. Sempre ieri, nella zona della stazione centrale, dove sono avvenute le violenze, la polizia ha fermato e perquisito diversi immigrati. Il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Mazier ha però lanciato un appello, esortando a non lasciarsi andare a facili associazioni tra le violenze e i rifugiati. Sulla stessa linea aveva parlato nel messaggio finito in mezzo alle polemiche il sindaco di Colonia Henriette Reker. “È del tutto improprio – ha sottolineato – collegare un gruppo apparentemente proveniente dal Nord-Africa ai rifugiati.

L’aggressione ad Henriette Reker

Quando era ancora candidata la Reker è stata attaccata con un coltello, alla vigilia delle elezioni nella città dell’ovest della Germania. Alla base della motivazione dell’aggressione da parte di un uomo di 44 anni, hanno riferito gli investigatori tedeschi, c’erano le sue politiche a favore dei rifugiati. L’aggressione è avvenuta molto velocemente, mentre Reker stava parlando con alcuni elettori, raccontano alcuni testimoni, l’uomo si è diretto verso di lei e le ha detto qualcosa, prima di accoltellarla. “L’aggressore – ha riferito Strahl all’agenzia di stampa dpa – ha estratto un coltello lungo 30 centimetri”, ma poi ne ha tirato fuori un altro. Dopo l’attacco l’uomo ha detto: “Tutto quello che succede qui è un errore. La liberazione di questo tipo di persone. Dovevo farlo, proteggo tutti”. Cinque persone sono rimaste ferite durante l’accaduto, due delle quali gravemente. “Ci sono indizi di un motivo politico”, ha detto da parte sua il ministro dell’Interno della Renania Settentrionale-Vestfalia, Ralf Jäger, precisando che la polizia di Colonia e l’ufficio di lotta alla criminalità stanno lavorando intensamente. Nonostante l’attacco, ha precisato l’amministrazione locale, domani le elezioni si terranno ugualmente. Le visite psichiatriche non hanno riscontrato problemi mentali nell’uomo. La polizia ha confermato che l’assalitore è stato vicino all’estrema destra negli anni Novanta. Durante l’interrogatorio il sospetto ha dichiarato di essere stato attivo “nelle file dell’estrema destra” e secondo i media tedeschi ha fatto parte di un movimento neonazista. Candidata indipendente ma sostenuta dai conservatori di Angela Merkel, Reker venne ferita al ventre e al collo. Poi vinse le elezioni.

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