La macchina del funky

«È stata Barbara Lezzi a fare il gesto del pompino»

Dopo l’immonda sceneggiata di qualche giorno fa a Palazzo Madama il senatore Vincenzo D’Anna spiega che il gesto del pompino che lui ha rivolto verso i banchi dell’opposizione è stato male interpretato:

Lei ha fatto un gestaccio in Aula e Barani si è esibito in un atto ancora più volgare.
«Ho invitato Barani a scusarsi, perché il suo gesto è stato malamente interpretato. Ma è difficile chiedere scusa a chi usa parole da trivio».
Allude ai cinquestelle?
«Fanno una gazzarra indegna, ci danno dei poltronari e parassiti sociali. Il gestaccio lo ha fatto la Lezzi a Barani e io l’ho mimato. Le cosiddette signore fanno ben peggio di noi e Grasso lo consente». Lei non rispetta neanche il presidente del Senato? «Se invece di fare il finto tonto ponesse dei limiti, non spunterebbero cartelli e non si griderebbero licenziose offese. Non padroneggia l’assemblea e la gente finisce per irritarsi».

I senatori fanno gli ultrà e la colpa è dell’arbitro?
«La bagarre nasce sempre con Grasso o Lanzillotta, mai con Gasparri o Calderoli. Su quello scranno serviva un politico, non un giudice antimafia». Voi verdiniani avete varcato il limite della decenza? «Siamo fatti di carne e ossa anche noi senatori. E poi ormai gli organi sessuali sono diventati interpunzioni nel linguaggio di tutti».
Voi siete padri costituenti…
«Certo! Anche quando la Taverna chiama prostituta la Boschi, o quando Castaldi mi dà del parassita sociale. Io dichiaro 750 mila euro, lui non arriva a 15 mila… I parassiti sono loro. Pupi nelle mani di Grillo e Casaleggio».