Politica

Come Mario Draghi vuole depotenziare Salvini

Ieri Matteo Salvini non ha applaudito Mario Draghi quando, durante il suo discorso al Senato, ha spiegato “Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro”. Qual è la strategia del nuovo presidente del Consiglio per evitare l’opposizione interna del leader della Lega?

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Ieri Matteo Salvini non ha applaudito Mario Draghi quando, durante il suo discorso al Senato, ha spiegato “Sostenere questo governo significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro, condividere la prospettiva di un’Unione europea sempre più integrata che approderà ad un bilancio pubblico comune”. In tanti hanno letto quelle parole come una risposta più che diretta al leader della Lega che proprio poche ore prima in tv a L’aria che tira aveva spiegato che invece di irreversibile c’è solo la morte. Non a caso il “Capitano” è stato punzecchiato tutto il giorno dai giornalisti che hanno provato a farlo reagire. Tanto che Salvini, facendo buon viso a cattivo gioco, ha replicato: “Draghi ha sempre ragione”. Il tema della Lega di lotta e di governo è però una preoccupazione reale. In questo momento l’ex ministro dell’Interno, dopo le critiche della prima ora contro la nomina di Lamorgese e Speranza, sta mordendo il freno, raccontando che è arrivata l’ora di deporre l’ascia di guerra. Ma non può durare a lungo. E Draghi, secondo quanto scrivono Barbera e Lombardo su La Stampa, ha un piano. Una strategia vecchia ma sempre efficace come “Divide et impera”. Le spinte sovraniste verranno sopite proprio dalla posta in gioco, l’unico motivo che ha portato Salvini ad entrare in maggioranza. I miliardi del Recovery Plan:

Più fonti di governo sottolineano che Draghi punta a depotenziare Salvini, stringere a sé la Lega a trazione nordista, fragile nei numeri ma forte nel blocco sociale ed economico di riferimento, e infine spingerla verso una destra più moderata affiliata al Partito popolare europeo. Finora il leader leghista, stretto nella morsa dei due, ha mascherato il fastidio con sorrisi e pragmatismo. Draghi sa che questo nodo verrà al pettine, presto o tardi. Accadrà non appena Salvini avrà bisogno di spazi di manovra, di criticare il governo per raccogliere consenso. Potrebbe accadere in pochi mesi, non appena inizierà la campagna elettorale per le elezioni amministrative e si voterà nelle grandi città

Per ora Draghi si è limitato su questioni tabù come quella dei migranti ad evocare le responsabilità dell’Europa: «La risposta più efficace e duratura è la piena assunzione di responsabilità delle istituzioni europee». La scommessa del nuovo presidente del Consiglio è che al danaroso Nord interessi sempre meno la propaganda sugli sbarchi e sempre più la trasfusione dei fondi del Recovery. Isolando il Capitano.