Politica

Draghi, l’ennesimo dietrofront dei 5 Stelle: si vota domani dalle 10 alle 18

Ora dalla base sperano che vinca il sì, così da non dover piombare nell’imbarazzo di aver già dato il via libera a Draghi

davide casaleggio porta a porta statuto rousseau m5s - 4

Alla fine, dopo il dietrofront di questa mattina, sembra che il Movimento ce l’abbia fatta. C’è il giorno, c’è l’ora e (finalmente) anche il quesito. La domanda a cui domani dalle 10 alle 18 gli iscritti da almeno sei mesi alla piattaforma Rousseau potranno rispondere è:

Sei d’accordo che il Movimento sostenga in governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal Movimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?

A renderlo noto, con tanto di errore di punteggiatura (quei due punti farebbero orrore anche ai congiuntivi sbagliati di Luigi di Maio), è il Movimento stesso sul suo Blog. Ma prima di porre il quesito ci sono le premesse del Capo politico Vito Crimi. Dieci (mini) paragrafi di captatio benevolentiae in cui si esaltano i risultati ottenuti dalle consultazioni con Mario Draghi, prima fra tutti, e in grassetto, l’obiettivo del ministero per la Transizione ecologica. Quindi il no al Mes e la conservazione dei risultati ottenuti durante tutta la legislatura (reddito di cittadinanza e prescrizione). Poi altre parole come “bilancio europeo” e “solidarietà”. Insomma, tanto di scritto per convincere gli indecisi, e cercare di far cambiare idea a chi pensa di votare “no”. Ipotesi -se vincesse- che metterebbe in imbarazzo la base dell’M5s, che invece ha già dato il suo sì all’ex presidente della banca Centrale Europea.

Gli endorsement a Draghi sono arrivati da più parti all’interno del Movimento, tutti quelli che dovevano spendere un parola per cercare di spostare il voto l’hanno fatto. Dopo Luigi Di Maio, Vito Crimi e Beppe Grillo, è arrivato anche il “sì” ufficiale di Giuseppe Conte. Non che ce ne fosse bisogno, era già stato abbastanza chiaro. Ma poco fa l’ha detto esplicitamente ai giornalisti: “Se fossi iscritto voterei sì”. E nel contempo ha anche confermato di non ambire a diventare né leader di partito né di nient’altro: “Io presidente del Movimento 5 Stelle? Non ambisco a incarichi personali e formali”.