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“Voleva sterminare tutta la sua famiglia”, i dettagli agghiaccianti sul doppio femminicidio di Vicenza

Zlatan Vasiljevic ha prima ucciso l’ex moglie. Poi, durante la fuga, ha sparato anche alla attuale fidanzata. E nel suoi piano omicida c’erano anche i figli

Doppio Femminicidio Vicenza

Due donne uccise, tre morti totali. A questi numeri, secondo il piano premeditato dell’assassino – poi suicida – Zlatan Vasiljevic, se ne sarebbero dovuti aggiungere altri due: quelli dei figli della prima donna colpita da sette colpi di pistola (illegalmente detenuta) con cui era stato sposato. Dopo le ore di paura, sono iniziate le prime ricostruzioni sul doppio femminicidio avvenuto ieri a Vicenza. La prima a perire sotto la violenza e i proiettili è stata Lidia Miljkovic. Poi, diverse ore dopo – al termine di un tentativo di fuga lungo la tangenziale -, è stato il turno di Gabriela Genny Serrano (l’attuale fidanzata dell’uomo) colpita con un solo colpo di pistola alla nuca mentre si trovava al suo fianco, a bordo di quella vettura ricercata dagli elicotteri della Polizia e dai posti di blocco delle forze dell’ordine.

Doppio femminicidio Vicenza, l’assassino voleva sterminare tutta la famiglia

L’uomo era uscito dal carcere cinque mesi fa, dopo un percorso riabilitativo deciso dal tribunale. Perché a denunciarlo (in una storia di abusi e violenze perpetrate negli anni) era stata proprio Lidia Miljkovic, la donna – sua coetanea – con cui era stato sposato. Nel 2019 era stato deciso il divieto di avvicinamento. Poi la riabilitazione attraverso il carcere e la scarcerazione. Prima di quella follia iniziata ieri mattina, intorno alle 9.30, quando a bordo della sua Audi nera ha raggiunto il quartiere Gogna e ha freddato con sette colpi di pistola l’ex compagna che aveva appena accompagnato i due figli (di 13 e 16 anni) a scuola. Il Questore Paolo Sartori non ha dubbi sulle reali intenzioni dell’autore del doppio femminicidio Vicenza:

“Una vera e propria esecuzione premeditata primo atto di un piano che pare fosse teso a sterminare la sua intera ex famiglia”.

A bloccare il suo piano ancor più tragico sono state le testimonianze di chi vive nel quartiere Gogna e ha assistito a quella terribile esecuzione in strada. Perché i controlli delle forze dell’ordine sono iniziati subito, accerchiando l’uomo nel suo tentativo di fuga. E in macchina con lui c’era anche la sua attuale fidanzata. Anche lei è stata uccisa, qualche ora dopo, con un foro di proiettile alla nuca. Una sorta di esecuzione, prima di rivolgere quella stessa pistola – un residuato bellico dell’ex Jugoslavia – per uccidersi. Nel mezzo di questa follia omicida, l’intervento della questura e della polizia che ha immediatamente messo al sicuro i familiari della prima vittima. Altrimenti questa doppia tragedia, già grave, si sarebbe potuta trasformare in una strage.