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Domenico Arcuri indagato con l'accusa di peculato e abuso d'ufficio

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L’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, è indagato dalla Procura di Roma nell’ambito della fornitura di mascherine provenienti dalla Cina e finite al centro dell’inchiesta in cui sono indagati tra gli altri il giornalista Rai in aspettativa, Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis.

Domenico Arcuri indagato con l’accusa di peculato e abuso d’ufficio

Per Arcuri le accuse sono peculato e abuso d’ufficio. L’ex commissario straordinario è indagato anche per corruzione ma per questa accusa la Procura ha chiesto l’archiviazione. La notizia è stata data dallo stesso ufficio stampa dell’ex commissario per l’emergenza covid, ma era stata anticipata da mesi ad esempio dal Fatto Quotidiano. Arcuri, sabato scorso è stato sentito dai pubblici ministeri Varone e Tucci della procura di Roma, in relazione all’inchiesta sulle mascherine per le fattispecie di abuso d’ufficio e peculato, è stato anche reso noto dall’ufficio stampa dell’ex commissario che spiega anche nella nota che è stato così possibile “un confronto e un chiarimento che si auspicava da molto tempo con l’autorità giudiziaria, rispetto alla quale sin dall’origine dell’indagine il dottor Arcuri ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo, al fine di far definitivamente luce su quanto accaduto”, spiega la nota. Il Fatto spiegava che l’affare delle 801 milioni di mascherine che a marzo 2020 lo Stato italiano ha acquistato dalla Cina al prezzo di 1,2 miliardi di euro, ha prodotto “un’annata straordinaria” – come loro stessi hanno definito l’anno 2020 – per questo “comparto privato”