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Il disturbo bipolare

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In Italia il bipolarismo colpisce un milione e mezzo di persone: 600.000 di tipo 1, 900.000 di tipo 2. La frequenza della malattia è più o meno la stessa tra uomini e donne. In genere il primo episodio insorge fra i 15 e i 40 anni. Repubblica spiega oggi in un articolo a firma di Valeria Pini che diversi studi hanno messo in evidenza come il bipolarismo si ripresenta nelle generazioni della stessa famiglia. Non si eredita la malattia, ma una predisposizione ad ammalarsi. Nelle coppie di gemelli monozigoti, se un gemello è malato la probabilità che lo sia o lo diventi anche l’altro è del 40-70%. E nei familiari di primo grado la prevalenza è circa sette volte maggiore che nella popolazione generale. Fra i fattori di vulnerabilità, accanto alla familiarità, anche traumi, stress e abuso di stupefacenti.

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Il disturbo bipolare (La Repubblica, 4 aprile 2019)

Le terapie non eliminano la patologia, ma possono fare molto per controllarla. «Il disturbo bipolare – precisa Mario Maj dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, – si tratta sempre principalmente, ma non esclusivamente, con una terapia farmacologica. Il litio rimane il farmaco di prima scelta. Le alternative sono alcuni farmaci anticonvulsivanti, come il valproato, e alcuni antipsicotici, come l’olanzapina». In associazione ai farmaci, sono indicati alcuni interventi psicoterapeutici, come quelli che puntano a stabilizzare i ritmi sociali e psicoeducativi. Perché uno dei problemi principali è che i bipolari interrompono precocemente i farmaci.

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