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Disse: “I gay si comportino come persone normali”. Ora il leghista querela Fedez | VIDEO

L’annuncio del cantante sui social: la querela – partita da Alessandro Rinaldi – riguarda il suo discorso sul palco del Concerto del 1° maggio

Fedez

Mentre è ancora al centro della buriana Codacons, le querele contro Fedez restano “Mille”. Oggi il rapper di Rozzano, attraverso le sue Instagram Stories, ha annunciato una nuova “letterina” giunta da un mittente a lui molto noto (e citato durante il suo discorso durante l’ultimo Concerto del Primo Maggio): a denunciarlo, infatti, è stato consigliere leghista del comune di Reggio Emilia Alessandro Rinaldi.

Fedez querelato dal leghista che disse: “I gay si comportino come i normali”

“Cosa fa Federico Lucia quando non prende querele dal Codacons? Le prende dai leghisti. Oggi querelina da Alessandro Rinaldi della Lega. Credo rientri nella top ten delle denunce più ivertenti mai ricevute in vita mia, perché il signore, citato nel mio discorso del primo maggio perché disse ‘I gay vogliono uguaglianza? Si comportino come persone normali’. Motivazione della querela è che avrei estrapolato fuori dal contesto la frase. Ma la precisazione fa volare, perché il signor Rinaldi precisa che intendeva invitare gli omosessuali a non risaltare in maniera grottesca e ossessiva il loro orientamento sessuale, ma a comportarsi come tutte le persone normali”.

Una storia che abbiamo raccontato lo scorso 9 aprile e di cui Fedez ha pubblicato anche il video. Il consigliere della Lega, insieme ad altri esponenti del centrodestra, era stato citato sul palco della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma dal rapper nel suo discorso sulla discriminazione omofoba fatta da alcuni politici appartenente, eletti o legati all’universo del Carroccio. E ora Alessandro Rinaldi ha deciso di querelarlo per aver “estrapolato la frase fuori dal suo contesto”. Il cantante ha poi commentato: “È imbarazzante come ci sia un’intera classe politica italiana che quando spara una stron*ata abnorme e indecente, anziché chiedere scusa, persevera nel rivendicare le stron*ate dette, perché tanto in questo Paese si dimentica sempre tutto. Niente, fate schifo al caz*o”.